Una donna di 31 anni ha partorito in casa a Mugnano, in provincia di Napoli. Ma la bimba è morta. Indagano i carabinieri. La donna è ricoverata. Partorisce in casa, ma la bimba muore. La mamma, 31 anni, viene trasportata in gravi condizioni all’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove è attualmente ricoverata. La tragedia, a quanto si apprende da fonti qualificate, è avvenuta ieri, domenica 27 settembre, a Mugnano, comune dell’area nord di Napoli. Sono in corso, a quanto si apprende, accertamenti dei carabinieri di Mugnano e Marano per ricostruire l’accaduto. La dinamica, infatti, è ancora tutta in fase di verifica. I genitori sono entrambi italiani. Non è chiaro se la bimba sia nata già morta o se sia deceduta poco dopo. Né è chiaro se fosse presente, al momento del parto, anche personale medico e infermieristico specializzato in ostetricia e pediatria. In generale, in Italia è possibile partorire in casa, ma sono richieste determinate condizioni di sicurezza e l’assistenza di personale qualificato. Per motivi di cautela, molti genitori scelgono di partorire presso ospedali e cliniche che abbiano anche dei reparti di terapia intensiva neo-natale, in caso di eventuali complicanze che potrebbero sorgere durante il parto.

Le indagini dei carabinieri sul decesso della bimba A Mugnano, intanto, i militari dell’Arma si sono recati presso l’ospedale di Giugliano per acquisire elementi e presso l’abitazione in via dei Fiori, poco distante dallo Stadio Vallefuoco di Mugnano. La donna, dopo il parto, era stata subito soccorsa dall’ambulanza del 118, inviata dall’Asl Napoli 2 Nord. Il personale sanitario si è subito reso conto della gravità della situazione. Dopo averla stabilizzata, l’ha trasferita in codice rosso al pronto soccorso di Giugliano. I medici sono riusciti a salvare la vita della donna, che è ancora sotto choc per il dolore della grave perdita subita. Le indagini dei carabinieri sono partite di rito, come si prevede in queste circostanze. La vicenda è all’attenzione anche della procura, che potrebbe disporre il sequestro della piccola salma, come da prassi, per procedere ad analisi cliniche dalle quali potrebbero emergere elementi utili a chiarire le cause del decesso. Si tratta solo di ipotesi, è bene precisare, che potranno trovare conferma o meno nel prosieguo degli accertamenti.