Da Castel Volturno a Cancello ed Arnone, la Procura accende i fari su De Caprio e indaga sulla gestione clientelare del Comune.  C è un fil rouge che collega l’indagine sull’ex sindaco di Caste Volturno Pasquale Marrandino e quello di Cancello ed Arnone Raffaele Ambrosca. Si tratta di Daniele De Caprio, ingegnere, ritenuto dagli inquirenti particolarmente capace nell’intrecciare rapporti con le amministrazioni pubbliche. Dall’indagine sul professionista sono emersi collegamenti con il sindaco Raffaele Ambrosca e con il vice Agostino Frattasio, zio di De Caprio. Dai primi approfondimenti investigativi sarebbe emersa una gestione del Comune ritenuta “fortemente personalistica e clientelare”. Stamattina il blitz dei carabinieri del nucleo investigativo di Caserta con le perquisizioni a carico di 10 indagati. Un’amara sorpresa quindi per il primo cittadino di Cancello ed Arnone che al posto della torta per il suo 70esimo compleanno ha avuto in dono la visita degli uomini dell’Arma. Con Ambrosca, De Caprio e Frattasio nel mirino dei pubblici ministeri sono finiti il consigliere comunala Gabriele Di Vuolo, il comandante della polizia municipale Marco Capezzuto, l’ingegnere Daniele De Caprio, Antonietta Migliozzi legale rappresentante della ditta ‘Infrastrutture Stradali Srl’; Francesco Tessitore gestore del centro sportivo comunale Stadio delle Vittorie – Pasquale Galasso’; Raffaele Sacchettini procacciatore di voti; Ilaria Raimondo dirigente settore affari generali del comune di Cancello ed Arnone; Luisa Gison dirigente dell’area Servizi Sociali.  Le accuse formulate a loro carico dai sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, sono di concussione, corruzione, truffa, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti. I periodi di riferimento sono gli anni 2024, 2025, 2026. Si tratta della seconda fase dell’indagine sulle dinamiche politico-amministrative dei comuni di Castel Volturno e Cancello ed Arnone con il determinante ruolo di Daniele De Caprio, professionista capace di inserirsi stabilmente nelle politiche locali mediante uno scambio tra sostegno elettorale e affidamento di incarichi pubblici.

Le intercettazioni inizialmente disposte per appurare i suoi rapporti con altri amministratori hanno fatto emergere legami anche col sindaco Ambrosca e col vicesindaco Frattasio zio di De Caprio.  Nello specifico, a Raffaele Ambrosca in quanto sindaco del comune di Cancello ed Arnone, abusando delle sue qualità e delle relative funzioni e dei poteri connessi alla gestione delle concessioni e degli appalti pubblici, in particolare con riferimento alla determina 642 del 29.11.2024 inerente l’affidamento  e la gestione della piscina comunale del centro sportivo ‘Antonio Chierchia’ a Cancello ed Arnone in favore della S.s.d ‘San Mauro’, avrebbe Christian Andrè legale rappresentante della società a dare e promettere indebitamente a lui e a terzi utilità. In pratica costringeva l’imprenditore ad assumere su accordo prestabilito dei nomi, anche in sovrannumero presso la struttura sportiva alcuni concittadini da lui segnalati tra cui Carolina Aiello, Josè Luis Marra, Laura Di Caterino, Desiree Leggiero, tutti contrattualizzati dalla S.s.d San Mauro. Inoltre avrebbe invitato il professionista ad escludere dagli assunti Alessandra Marzano non gradita ad Ambrosca poichè non residente a Cancello ed Arnone e figlia di un suo oppositore politico. Per la Procura avrebbe così piegato le libere scelte aziendali a logiche clientelari al fine di assicurarsi il sostegno elettorale dei lavoratori assunti e delle rispettive famiglie in vista delle future consultazioni politiche del 2027 e amministrative del 2028.  Il sindaco Ambrosca avrebbe poi ricevuto dall’ingegnere Daniele De Caprio due bonifici bancari fittiziamente disposti come liberalità o sponsorizzazioni alla Pro Loco Terre di Ciancia e Lanio, associazione di fatto riferibile e sfruttata da Ambrosca stesso, per il finanziamento della manifestazione cittadina ‘White Fest- Festa della Mozzarella’. L’utilità per l’accusa oltre che per il buon esito della festa stessa e prestigiosa per l’ente cancellese, sarebbe stata nell’indebita utilità politica ed elettorale sfruttando l’evento quale vetrina propagandistica in vista delle future consultazioni elettorali politiche del 2027 e amministrative del 2028.

De Caprio quindi avrebbe effettuato un primo bonifico da 2000 euro e uno da 1000 euro a distanza di pochi giorni la cui ricevuta veniva esibita al sindaco presso il comune, a fronte dell’assegnazione fiduciaria di incarichi professionali disposti dal comune in favore dell’imprenditore tra cui il coordinamento della sicurezza per un importo di circa 35000 euro, la direzione dei lavori per l’importo complessivo di 139.568 euro, oltre che la promessa di altri incarichi a lui affidati. Sempre il sindaco Ambrosca riceveva un bonifico bancario pari a 10000 euro erogato dalla ditta ‘Infrastrutture Stradali Srl’ di proprietà di Antonietta Migliozzi in favore della Pro Loco Terre di Ciancia e Lanio (associazione di fatto a lui riferibile, per il finanziamento, sotto forma di liberalità o sponsorizzazioni, della manifestazione cittadina ‘White Night- Festa della Mozzarella’. L’utilità oltre che per l’esito favorevole della manifestazione sarebbe consistita anche nella promessa di sostegno elettorale assicurato non solo alle regionali del novembre 2025 (esplicitamente promesso da Salvatore Tessitore marito di Migliozzi, che avrebbe votato chi indicava Ambrosca), sfruttando l’evento come vetrina propagandistica. Migliozzi dopo che aveva effettuato un bonifico di 10000 euro sul conto della Pro Loco Terre di Ciancia e Lanio, il comune cancellese assegnava, con determina del settore lavori pubblici, all’Associazione Vanni, il cui reale beneficiario era Francesco Tessitore, la locazione decennale della gestione del campo sportivo comunale ‘Stadio delle Vittorie Pasquale Galasso’ per un importo di 1700 euro mensili.  Il sindaco Ambrosca inoltre insieme al vicesindaco e assessore con delega ai Lavori Pubblici, Protezione Civile, Servizio Manutenzione Agostino Frattasio e al consigliere comunale con delega allo Sport, Sanità eBeni confiscati Gabriele Di Vuolo, abusando delle qualità e dei poteri derivanti dalle rispettive cariche gestendo di fatto le risorse pubbliche territoriali in modo patronale e piegando la funzione amministrativa a interessi privati ed elettorali, in riferimento alla determina inerente l’affidamento e la gestione del bene confiscato alla camorra ‘Fondo Acquaro’, destinato all’istituzione di una comunità alloggio per disabili e di un centro polifunzionale assegnato alla Cooperativa Luigi Del Prete mediante minaccia e ritorsioni amministrative costringevano Anna Del Prete Ceo della cooperativa a dare o promettere loro l’assunzione lavorativa di soggetti a loro politicamente graditi per fidelizzare il consenso elettorale in vista delle future elezioni.

Nello specifico avrebbero imposto l’assunzione di Francesco Russo, Giovanna Antonia Viola, Felicia Di Vuolo, sorella del consigliere. Inoltre avrebbero imposto la stipula di un contratto di servizio di vigilanza con la ditta Security Service srl, materialmente procacciato da Guida Mariniello e Giuseppe Bovenzi che avrebbero chiesto al sindaco intercedere con Del Prete.  Il primo cittadino avrebbe poi minacciato Giuseppe D’Amaro quale gestore dell’Rsa Villa San Francesco di Cancello ed Arnone costringendolo a liberare forzatamente un posto letto per accogliere nella clinica Domenico Sacchettini, segnalato al sindaco dal nipote Raffaele Sacchettini, anche a discapito di altri degenti. Collocazione poi avvenuta nel novembre 2025 mediante artifizi. Convinto da Raffaele Sacchettini che gli aveva promesso appoggio elettorale, il sindaco avrebbe sottaciuto alla simulazione di uno stato di necessità sociosanitaria di Domenico Sacchettini che legittimava l’inserimento nella Rsa con spese parzialmente a carico del comune di Cancello ed Arnone, laddove il finto paziente era del tutto autosufficiente, capace di intendere e di volere e privo di prescrizioni mediche o psichiatriche giustificative. Infatti il sindaco avrebbe inoltrato a firma di Ilaria Raimondo una comunicazione ufficiale via pec volta a disporre il ricovero in convenzione comunale presso Villa San Francesco inducendo in errore il funzionario comunale sulla autenticità della pratica sottoposta aggiudicando così l’ingiusto profitto alla famiglia Sacchettini consistito nel risparmio della retta privata della clinica di 2600 euro mensili.  Per il suo tornaconto personale il primo cittadino avrebbe arrecato un danno alle casse del Comune pari a 909 euro al mese per tutto il periodo di degenza. In riferimento all’aiuto per il familiare del suo supporter politico, a Ilaria Raimondo e Luisa Gison in qualità di funzionarie redigenti l’atto falso attestante la disponibilità dell’inserimento nella Rsa a spese del Comune, la Procura contesta il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale.

In merito al coinvolgimento nell’inchiesta del comandante della polizia municipale Marco Capezzuto, quest’ultimo insieme al sindaco avrebbe soppresso un atto pubblico ossia un verbale di infrazione al codice della strada. In pratica Ambrosca su sollecitazione di Ercole Conte a seguito di un accertamento a carico di Massimiliano Torre di un’infrazione al codice della strada con conseguente rimozione e fermo della sua Fiat Punto, intimava a Capezzuto di rilasciare il veicolo a Torre senza il preventivo e obbligatorio pagamento delle spese di rimozione, custodia, e della relativa contravvenzione. Il comandante quindi si sarebbe adoperato per prelevare Torre per condurlo in piena notte sul su un’auto di servizio al deposito giudiziario Del Villano a Villa Literno per riconsegnargli l’auto previa soppressione del verbale. Una pratica comune quella della soppressione di verbali in favore di amici e supporter politici. Steso modus operandi sarebbe stato messo in atto dal vicesindaco Frattasio che abusando della sua qualifica e della sua ingerenza sulla polizia municipale si sarebbe fatto consegnare dai trasgressori i verbali di contestazione per infrazioni al codice della strada emessi dalla polizia locale per poi distruggerli. I militari presso le case e gli uffici degli indagati hanno requisito documenti e supporti informatici.