
Nel centro antico latticini e pasta ok. Qualche problema col latte fresco. Certo durante la giornata spesso la fila per il pane è un po’ più lunga del solito (non siamo ancora all’assalto ai forni descritto da Alessandro Manzoni ne ‘I Promessi Sposi’ ma poco ci manca), tuttavia nella piccola salumeria Rescigno, in via Cirillo all’angolo con via Foria, nel centro antico di Napoli, c’è una relativa tranquillità. Qualche criticità si registra per fornitura e orari di consegna del latte fresco: “E’ mancato per un giorno ma poi successivamente ci è e stato fornito; per il resto, dai latticini, come provola e fior di latte, ai salumi, non ci sono finora problemi” spiega il salumiere Leo Canciello, 73 anni, 52 dei quali passati dietro al banco, testimoniando la ‘rivincita dei piccoli’ rispetto ai problemi che ci sono nella grande e media distribuzione con gli scaffali vuoti. “Non ci manca niente – aggiunge Leo – abbiamo pasta, prosciutto e altri prodotti anche freschi.
Ci procuriamo la nostra merce da piccoli fornitori locali e il problema si porrà, forse, nelle prossime settimane se la situazione dovesse continuare con le proteste”. Linea confermata da Annalisa Rescigno, titolare con la famiglia, dello storico panificio e delle altre attività, dalla macelleria al bar/gastronomia al ristorante: “I nostri fornitori sono per la gran parte provenienti da realtà territoriali della provincia di Napoli e di altre zone della Campania – spiega l’imprenditrice – per la macelleria finora non registriamo problemi offrendo, ad esempio, la Scottona di San Giorgio La Molara, nel Sannio, così come per il panificio utilizziamo diverse farine locali”. “Certo, ci sono problemi a consegnare nelle diverse province le nostre produzioni.
La situazione difficile che si sta vivendo deve essere risolta al più presto” dice Annalisa Rescigno, nonna da 40 giorni, evidenziando le difficoltà avute dalla figlia Fabrizia a reperire il latte per il piccolo Alessandro. Basta spostarsi di qualche centinaio di metri, nel popolare Borgo Vergini (‘porta’ del Rione Sanità), per rendersi conto che ‘i piccoli’ resistono nel settore della salumeria tradizionale. “Ci difendiamo bene per ora” dice il titolare di una salumeria impegnato alla cassa mentre un dipendente espone il pane caldo e il banco salumi offre i consueti prodotti. Il contesto presenta, naturalmente, differenze. E così mentre il fruttivendolo vicino deve fare i conti con le progressive chiusure dei mercati all’ingrosso (“I prodotti sono freschi e non possono essere conservati per molto tempo” racconta Luigi con preoccupazione), anche il vinaio, poco più in là, che pure problemi non ha con le riserve in cantina, spera si giunga rapidamente a una soluzione: “Le forniture sulle quali ci potrebbero essere ripercussioni sono quelle delle bibite, ma per ora andiamo avanti”.






