
È stato firmato questa mattina, presso la Curia arcivescovile di Napoli, il protocollo d’intesa per il progetto “Brigata Caterina”, un’iniziativa che punta a favorire la formazione professionale e il reinserimento lavorativo delle persone detenute ed ex detenute.
L’accordo coinvolge l’Arcidiocesi di Napoli, il Comune, il Tribunale di Sorveglianza, la Casa Circondariale di Secondigliano e l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Campania. Il progetto, promosso dalla Chiesa di Napoli, prosegue l’esperienza già avviata nel carcere di Poggioreale con corsi per pizzaioli e percorsi di accompagnamento al lavoro.
Al centro dell’iniziativa c’è il recupero della storica Cappella di Santa Caterina de’ Celani, nel centro antico di Napoli, che si punta a trasformare in una pizzeria sociale aperta alla città. L’intervento dovrà rispettare il valore storico dell’edificio e ottenere le necessarie autorizzazioni. La gestione delle attività esterne al carcere sarà affidata alla Consul Service Soc. Coop. Impresa Sociale.
L’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha sottolineato l’importanza di offrire una seconda possibilità a chi ha commesso degli errori, ribadendo che nessuna condanna può cancellare la dignità di una persona e il suo diritto alla speranza.
Anche il sindaco Gaetano Manfredi ha evidenziato la necessità di creare un collegamento tra il percorso svolto in carcere e le opportunità disponibili all’esterno, affinché le competenze acquisite possano trasformarsi in un futuro lavorativo dignitoso.
L’intesa prevede inoltre la valutazione della fattibilità di un polo formativo per pizzaioli all’interno del carcere di Secondigliano, subordinata alle verifiche e alle successive decisioni dell’Amministrazione penitenziaria.
L’obiettivo condiviso dalle istituzioni è costruire opportunità concrete di reinserimento, ridurre il rischio di recidiva e valorizzare il lavoro come strumento di responsabilizzazione e inclusione sociale.






