
Durante una visita al cimitero la sorpresa: il loculo comprato mesi prima era occupato da un’altra salma. Un mazzo di fiori freschi in mano, il passo lento di chi si appresta a compiere il consueto rito del ricordo alla vigilia del ponte dei Defunti e, all’improvviso, lo smarrimento assoluto. Trovarsi di fronte alla tomba di famiglia e scoprire che dove dovrebbero riposare i propri cari c’è ormai qualcun altro. Non è la trama di un romanzo grottesco, ma il surreale mistero esploso tra i viali silenziosi del cimitero comunale di Castellammare di Stabia, finito dritto sui taccuini dei carabinieri a seguito di una dettagliata e angosciosa denuncia. La vicenda ha il sapore amaro delle storie d’altri tempi, dove la devozione per i defunti si scontra con l’incubo della burocrazia o, peggio, con manovre oscure. Una cittadina stabiese, accompagnata dall’anziana madre, si è recata al camposanto di via Napoli per fare visita alla sepoltura di famiglia, un loculo regolarmente dato in concessione dal Comune anni fa. L’intento era quello di portare una preghiera e un fiore in vista delle ricorrenze di novembre. Ma una volta giunte sul posto, ad attenderle c’è stata una macabra sorpresa: sulla lapide di marmo non c’era più il nome del familiare di parte materna, bensì quello di un’altra donna, sconosciuta alla famiglia e deceduta soltanto pochi mesi prima. A rendere il quadro ancora più surreale è stato l’incontro, proprio nei pressi della sepoltura contesa, con una donna di circa sessant’anni. Alla richiesta di spiegazioni su come fosse possibile quella sovrapposizione, la donna avrebbe risposto con glaciale perentorietà, rivendicando la titolarità di quel loculo e di quello adiacente, chiosando con un perentorio «voi qui non ci venite mai».
Sbalordite e sconvolte, madre e figlia si sono immediatamente dirette negli uffici della Direzione del cimitero per chiedere conto di quanto stesse accadendo. Ed è qui che il giallo si è tinto di contorni quasi caricaturali, se non fosse per la gravità della materia. Dai faldoni dell’archivio cartaceo è spuntato il fascicolo originale relativo alla concessione. I documenti apparivano identici a quelli in possesso delle legittime concessionarie, ma con un dettaglio inquietante: sull’ultima pagina della pratica conservata dagli uffici cimiteriali, il cognome della famiglia originale era stato spazzato via con un tratto di penna blu, sostituito a mano con una freccia che indicava il cognome della nuova “inquilina”. Un’operazione goffa e inquietante, mai autorizzata dai titolari del loculo, che non hanno mai firmato alcun atto di rinuncia, subentro o trasferimento. Il sospetto che qualcuno possa aver falsificato atti ufficiali o manipolato i registri ha spinto la donna a sporgere formale denuncia ai carabinieri dell’Arma. Oltre al danno e alla rabbia per il loculo illegittimamente occupato, nella denuncia si fa strada un timore ancora più angosciante, che tocca la sfera più intima del dolore: che fine hanno fatto i resti dei propri cari? Il dubbio disperato è che anche altre sepolture di famiglia possano essere state profanate o manomesse, mettendo a rischio l’integrità dei loculi dove riposano altri congiunti. Ora toccherà alle forze dell’ordine provare a ricostruire con esattezza cosa sia accaduto.





