SCAMPIA – Nessuna passerella, nessuna medaglia da appuntare: Scampia rivendica con forza la propria rinascita come frutto della lotta popolare, non di modelli calati dall’alto. In un comunicato diretto e senza mezzi termini, esponenti del territorio hanno risposto alla visita della commissione parlamentare sulle periferie, che oggi si è recata nel quartiere a nord di Napoli dopo precedenti tappe a Caivano.

«A Scampia ha vinto la LOTTA, non certo i selfie e le strumentalizzazioni», si legge nella nota, che contesta apertamente il tentativo di attribuire il cambiamento del quartiere al cosiddetto “modello Caivano”. Il comunicato sottolinea invece come la trasformazione visibile, dalla demolizione dei mostri di cemento alla nascita di nuove abitazioni, sia stata resa possibile da anni di impegno, battaglie e partecipazione dal basso.

Viene definito “tutto fuorché un modello” il riferimento al piano applicato a Caivano: una strategia, secondo il testo, basata su «propaganda, repressione e assenza del protagonismo degli abitanti», in contrasto con quanto accaduto a Scampia. La critica è rivolta al governo Meloni, accusato di “saper solo punire” e di incapacità nel risolvere davvero i problemi delle periferie.

«Scampia al massimo è frutto del nostro modello», si legge con orgoglio. Un modello fatto di democrazia dal basso, partecipazione reale e sacrificio collettivo.

Il messaggio finale è chiaro: chi visita Scampia lo faccia con rispetto e consapevolezza. «Qui ha vinto la lotta e non si accettano ricattucci. Scampia vuole tutto, ma non vuole passerelle». Un richiamo forte, destinato a far rumore anche oltre i confini del quartiere.