
Aggredito in strada, morto in ospedale dopo alcune ore per le lesioni riportate. I carabinieri di Napoli indagano sul decesso di M.S., 53 anni, già noto alle forze dell’ordine, portato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale in gravi condizioni. Ricoverato in prognosi riservata, nonostante l’intervento dei medici è morto in serata. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Gli elementi sul tavolo sono vari. C’è una strada, non meglio definita, forse poco illuminata, un urlo spezzato, un corpo a terra. Poi le sirene, le mani dei soccorritori che si muovono rapide, la corsa disperata verso l’ospedale.
Ma per M.S., residente nel quartiere collinare di Posillipo, c’era poco da fare. È morto così, dopo una breve agonia, all’ospedale San Paolo di Fuorigrotta. Stroncato a seguito di un’aggressione brutale, forse premeditata, forse esplosa per un gesto sbagliato, un’offesa, una provocazione. I carabinieri del comando provinciale di Napoli, accorsi dopo la segnalazione dei sanitari, stanno scavando nel passato e nei contorni di un fatto che resta ancora avvolto da troppe ombre. M.S., uomo noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti, è stato soccorso in strada in condizioni disperate.
Il suo corpo riportava lesioni gravissime, compatibili – secondo il referto medico – con un violento pestaggio. Una ferocia che non lascia spazio a dubbi: chi ha agito, lo ha fatto con l’intento di fargli male. Dalle prime ipotesi, non si esclude che l’uomo possa aver avuto un alterco, forse un comportamento molesto nei confronti della persona sbagliata. Un’offesa, un gesto fuori posto, e la reazione che sfocia nella vendetta.
I contorni restano sfocati, ma la pista della ritorsione sembra prendere corpo tra le pieghe dell’indagine. Nel frattempo, i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze, visionando le telecamere della zona, cercando di dare un volto a chi ha trasformato una lite in una condanna a morte.





