Più della metà dei punti campionati dai volontari di Goletta Verde in Campania presentano livelli di inquinamento oltre i limiti consentiti dalla normativa. È quanto emerso dalla conferenza stampa svoltasi questa mattina a Salerno, presso il Club Velico del porto turistico, con la partecipazione di Francesca Ferro e Anna Savarese di Legambiente Campania e del direttore ARPAC Stefano Sorvino.
Il monitoraggio, condotto tra il 9 e il 21 luglio 2025, ha riguardato 31 punti di prelievo distribuiti tra le province di Napoli, Caserta e Salerno. Dei campioni analizzati, il 52% (16 punti) è risultato oltre i limiti di legge per la presenza di Escherichia coli e enterococchi intestinali, mentre il restante 48% è risultato conforme.
Le criticità segnalate
Francesca Ferro ha sottolineato che “l’obiettivo di Goletta Verde non è dare patenti di balneabilità, ma evidenziare le criticità dei territori. I risultati confermano che la situazione resta critica, soprattutto alle foci di fiumi e canali, a causa della carenza di depuratori efficienti e reti fognarie adeguate”.
Martina Palmisano, portavoce di Goletta Verde, ha aggiunto: “Serve un impegno concreto per migliorare le infrastrutture di depurazione e individuare gli scarichi abusivi. Tutelare il mare significa salvaguardare biodiversità e garantire una risorsa economica fondamentale per le comunità costiere”.
I dati per provincia
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Caserta: 2 punti su 5 inquinati (foce del Savone e del Regi Lagni a Castelvolturno).
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Napoli: 5 punti su 14 oltre i limiti, di cui 4 fortemente inquinati (Licola, San Giovanni a Teduccio, Torre del Greco e foce del Sarno). Ischia risulta interamente nei limiti.
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Salerno: 9 punti su 12 oltre i limiti, con 7 fortemente inquinati (tra cui Minori, Salerno, Pontecagnano e Capaccio).
Il report segnala anche la scarsa informazione ai cittadini: nel 77% dei punti campionati mancavano cartelli di divieto di balneazione, esponendo potenzialmente i bagnanti a rischi sanitari.
Legambiente rinnova l’appello alle autorità locali e regionali affinché vengano potenziati gli impianti di depurazione, individuati scarichi abusivi e garantita maggiore trasparenza sulle condizioni delle acque lungo le coste campane.




