Napoli e lo sport. Un rapporto conflittuale soprattutto da un punto di vista delle infrastrutture. Da un lato l’amministrazione comunale di Napoli porta acqua al suo mulino evidenziando gli eventi ospitati all’ombra del Vesuvio, vedi la Coppa America di vela o, ultimo in ordine di tempo, gli Europei di Pallavolo in piazza Plebiscito. Dall’altro lato, però, c’è chi punta il dito contro la atavica carenza di impianti di cui soffre la città.

“Ma quale capitale dello sport – si chiede la consigliera regionale Marì Muscarà – Napoli non ha un vero palazzetto dello sport, non ha piscine pubbliche accessibili, non ha piste ciclabili sicure per i bambini, non ha spazi adeguati per chi pratica sport non agonistico, né aree per i ragazzi che vogliono fare attività semplici come andare sullo skateboard. Gli impianti esistenti sono fatiscenti o chiusi. Il glorioso Mario Argento, l’ex palazzetto dello sport di Fuorigrotta, è morto da oltre 40 anni e ancora non risuscita, mentre il Comune continua a parlare di grandi eventi e passerelle mediatiche. Costringere la città a giocare partite internazionali per strada, trasformando una piazza in un palazzetto improvvisato, non è un vanto ma la fotografia del fallimento politico e amministrativo di chi governa Napoli”.

Allo stato attuale esiste un progetto per un nuovo palazzetto da realizzare nell’area Est della città, dove oggi sorge ciò che resta dell’ex mercato ortofrutticolo. L’AreNapoli, questo il nome dell’impianto, dovrebbe essere completato entro il 2027 e dovrebbe accogliere 13mila persone.

La Scimmietta Afragola