
È proseguito davanti alla terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere il processo sulle presunte infiltrazioni della camorra nel settore degli appalti pubblici a Capua. Durante l’udienza, il perito della Dda partenopea, professore in chimica industriale ed esperto nell’analisi degli inchiostri, ha illustrato le verifiche condotte su un documento di quattro pagine, noto come memoriale, attribuito al collaboratore di giustizia Ciccio ‘e Brezza.
Il consulente ha spiegato di aver effettuato una serie di analisi per accertare la datazione degli inchiostri e verificare la coerenza del documento rispetto alle date riportate. “L’inchiostro ha un tempo di invecchiamento compreso tra i 3 e i 5 anni – ha dichiarato il perito – e ho eseguito campionature a macchia di leopardo su paragrafi come ‘elezioni Capua’ e ‘slot machine’. Non si può escludere che il documento sia stato redatto in più momenti. Ciò che si può dire con certezza è che il documento è precedente a settembre 2019, ma non è possibile stabilire con precisione quanto tempo prima sia stato scritto”.
La contestazione principale riguarda la presenza nel memoriale di riferimenti a eventi successivi al pentimento di Ciccio ‘e Brezza, avvenuto nel luglio 2019. Le udienze riprenderanno a novembre con l’escussione dei testimoni della difesa.
Sono imputati nel procedimento Domenico Pagano, imprenditore di Trentola Ducenta; Domenico Farina, imprenditore di San Prisco e ritenuto fedelissimo di ‘e Brezza; e il tecnico Alfredo Maria Cenviti. Le accuse comprendono associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d’asta, corruzione, abuso d’ufficio e riciclaggio.
L’inchiesta rappresenta un filone collegato a un’indagine più ampia che aveva coinvolto, tra gli altri, l’ex sindaco di Capua, alcuni ex assessori e diversi imprenditori locali. Le indagini avevano portato alla luce un sistema di collusione tra clan, politici e tecnici, volto a garantire appalti pubblici a imprese riconducibili alle fazioni Zagaria e Schiavone, in cambio di sostegno elettorale.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giovanni Cantelli, Vittorio Giaquinto e Giuseppe Stellato.





