
Il direttore generale dell’Asl fa il punto sulle criticità: “Potenzieremo assistenza domiciliare e 118. Cup dedicato a presa in carico dei pazienti oncologici”. A cinque mesi dal suo insediamento a Caserta il manager dell’Asl Antonio Limone fa il punto sulle criticità riscontrate nei primi 150 giorni di lavoro e sulle innovazioni da introdurre per riorganizzare un sistema sanitario che, per sua stessa ammissione, “è già imploso”. Un incontro con gli organi di stampa in cui il direttore generale – insieme al direttore sanitario Domenico Perri e alla direttrice amministrativa Genoveffa Vitale – ha fatto il punto su diverse criticità che interessano il sistema sanitario casertano. Per quanto riguarda l’edilizia sanitaria attualmente “sono 50 i cantieri in corso con quattro case di comunità pronte e che a breve apriremo – spiega Limone – Abbiamo dei lavori da ultimare entro il 31 marzo per 12 case di comunità e un ospedale di comunità e poi alcuni altri lavori li completeremo entro il 31 maggio e precisamente sei case di comunità e un ospedale di comunità.
Insomma, noi stiamo facendo un lavoro importante, in alcuni territori dove c’è una carenza di sanità. Costruendo la casa di comunità e l’ospedale di comunità, arriverà una sanità che prima non c’era”. Proprio sui cantieri è altissima l’attenzione alle procedure, con una mole enorme di denaro di cui è destinataria la sanità casertana, tra cui l’investimento da 70 milioni du euro per il nuovo ospedale di Sessa Aurunca, e il conseguente rischio di possibili infiltrazioni da parte della criminalità. “Siamo andati a sollecitare il prefetto per sollecitare la firma di un protocollo di legalità – ha ribadito Limone – I soldi stanno arrivando e, man mano che facciamo questi lavori, dobbiamo avere un controllo rigoroso. Forse avere anche negli organismi un’attenzione preventiva potrebbe evitare di far infilare gente che su questa cosa vuole lucrare” con conseguente rischio di bloccare i cantieri. Un’ipotesi che “non possiamo consentirci”, ha detto Limone. Nel corso della conferenza, Limone ha anche affrontato la questione del pronto soccorso del Moscati secondo per accessi solo al Cardarelli di Napoli. “Quell’ospedale noi lo trattiamo come un ospedale di primo livello mentre di fatto è un ospedale di secondo livello. è il secondo pronto soccorso in Campania per numero di accessi rispetto al Cardarelli. Solo il Cardarelli ne fa di più rispetto a noi.
La differenza che il Cardarelli ha le spalle a circa 800 posti letto e noi 160. Stiamo utilizzando degli hub per cominciare a smaltire un pezzo di quel pronto soccorso affidandolo direttamente ai reparti”. Una situazione che l’Asl sta affrontando anche con “l’introduzione di nuovo personale”. Il manager ha poi parlato della vicenda della chiusura dell’ambulatorio per le cure palliative di Teano, prima smentendola e poi, preso atto della chiusura momentanea della struttura, assumendosi pubblicamente l’impegno che “la struttura sarà funzionante ad horas e doveva già esserlo perché queste erano le mie disposizioni”. Del nuovo progetto per la presa in carico dei pazienti oncologici ha parlato Giustino Pignata, responsabile del Cup che ha annunciato “un progetto pilota per prendere in carico il paziente oncologico per quanto riguarda tutta la parte delle prescrizioni – ha precisato – L’oncologo prescrive tutta la parte diagnostica che deve effettuare il paziente e la passa a uno sportello dedicato che effettua le prenotazioni e le invia al paziente tramite mail o telefono”.
Il progetto, evidenzia Pignata, “è partito soltanto per le quattro unità oncologiche dei presidi ospedalieri, però lo stiamo estendendo anche ai distretti”. Altra questione è quella del 118, su cui pure è previsto un potenziamento da parte dell’Asl. In particolare, la carenza di medici a bordo sembra essere in cima alle emergenze, con le automediche che spesso viaggiano con solo personale infermieristico anche per le emergenze. Sulla problematica, segnalata anche dalla rete Nessuno Tocchi Ippocrate, è intervenuto il responsabile del servizio Domenico Piperno che ha sottolineato come negli anni “da 140 medici dedicati al 118 attualmente l’Asl di Caserta ne conti appena 33”. “Le 23 ambulanze non possono essere tutte quante medicalizzate, tranne la rianimativa”, ha spiegato, per cui si è creata la figura dell’automedica “che copre il territorio di tre ambulanze in modo da garantire un soccorso tempestivo”, spiega Piperno. “Purtroppo con i pensionamenti, con il turnover che non c’è stato, anche l’automedica non riesce sempre a essere medicalizzata – prosegue – Con le risorse che attualmente disponibili, ho fatto un progetto di medicalizzare almeno per il 50% dei turni tutte le automediche ma questo è il target minimo”. E allora come fare? “Avviso pubblico per medici di emergenza, apertura delle convenzioni e il concorso per i medici non specializzati in medicina d’urgenza”.
A ciò si aggiunga la formazione in house del personale delle ambulanze delle organizzazioni di volontariato che lavorano in convenzione. Altra problematica su cui l’Asl è al lavoro è quella dell’assistenza domiciliare (Adi). Una questione particolarmente sentita dai familiari di pazienti fragili che necessitano di cure a domicilio costanti. “E’ una priorità che dobbiamo garantire”, ha ribadito Limone. “Potenzieremo questo servizio – prosegue – Non siamo un territorio facile ma abbiamo il piano pronto per la riorganizzazione dell’Adi e lo approveremo quanto prima, tra oggi e domani”, assicura. Venendo al capitolo personale, infine, Limone ha rimarcato le 265 nuove assunzioni, di cui 65 medici e il resto tra infermieri e altro personale da agosto in poi. Sui medici di famiglia, invece, “su questo territorio ne abbiamo avuti 74 su una richiesta di 106. Quindi stiamo vedendo come fare per coprire queste aree scoperte dove c’è ancora la carenza del medico di famiglia che è fondamentale in alcuni territori”, conclude.




