L’omicidio di Nada Cella ha un colpevole dopo 30 anni. Due anni al professionista Soracco accusato di favoreggiamento. La Corte d’Assise di Genova ha condannato a 24 anni di carcere l’ex maestra casertana Anna Lucia Cecere, accusata dell’omicidio di Nada Cella avvenuto il 6 maggio 1996 a Chiavari. Due anni al commercialista Marco Soracco, accusato di favoreggiamento. La sentenza, a quasi 30 anni dai fatti, è stata pronunciata nel pomeriggio di oggi, giovedì 15 gennaio 2026, dal presidente della Corte d’Assise del capoluogo ligure Massimo Cusatti. La pm Gabriella Dotto aveva chiesto l’ergastolo per Cecere (difesa dagli avvocati Giovanni Roffo e Gabriella Martini) e quattro anni per Soracco (avvocato Andrea Vernazza).

Il caso era stato riaperto nel 2021 dopo la rilettura dei vecchi atti da parte della criminologa Antonella Delfino Pesce e dall’avvocata della famiglia Sabrina Franzone. Le altre parti civili sono assistite dagli avvocati Laura Razetto e Giovanni Battista Dellepiane. L’inchiesta era stata affidata alla squadra mobile. Quello di Nada Cella, per la procura, sarebbe stato un delitto d’impeto: Cecere avrebbe ucciso la segretaria perché voleva prendere il suo posto a lavoro e nel cuore di Soracco. Il commercialista e la mamma Marisa Bacchioni (uscita dal processo), invece, avrebbero mentito e coperto la presunta assassina.

Il nome della ex insegnante casertana era già emerso all’epoca del delitto. I carabinieri avevano ricevuto alcune segnalazioni e avevano trovato a casa sua i bottoni compatibili con quello trovato sotto il cadavere. Era stata indagata per cinque giorni e poi la sua posizione era stata archiviata. “Le sentenze non si commentano. Sicuramente appelleremo perché è una sentenza che non ci soddisfa. Dobbiamo leggere le motivazioni ma non riesco a comprendere come si sia arrivati a una decisione del genere visto che c’era stata una sentenza di proscioglimento da parte del giudice”. Così gli avvocati Giovanni Roffo e Gabriella Martini, difensori di Anna Lucia Cecere, a margine della lettura del dispositivo.