“Quello che non ho visto arrivare” è il libro con cui Giorgio Perinetti, insieme a Michele Pennetti, ha scelto di trasformare un dolore privato in una testimonianza pubblica di grande valore umano e sociale.
Il volume, edito da Cairo Editore, è stato presentato il 4 febbraio a Napoli negli spazi del Tennis Club Napoli, davanti a un pubblico numeroso e partecipe.
Al centro del racconto c’è la storia di Emanuela, figlia dell’autore, scomparsa nel novembre 2023 a soli 34 anni dopo una lunga battaglia contro l’anoressia nervosa. Una narrazione lucida e senza retorica, che ripercorre errori, incomprensioni e segnali sottovalutati, con l’obiettivo di offrire una riflessione profonda su una delle malattie più silenziose e complesse del nostro tempo.
Il libro, intitolato Quello che non ho visto arrivare, non cerca consolazioni facili, ma invita alla responsabilità e alla consapevolezza. Il titolo stesso diventa una dichiarazione di impegno: raccontare ciò che non si è riusciti a riconoscere in tempo, per aiutare altri a non commettere gli stessi errori.
La presentazione, moderata dal giornalista de Il Mattino Francesco De Luca, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e di professionisti impegnati nello studio dei disturbi alimentari.
Nel suo intervento, Perinetti ha ribadito il valore preventivo dell’opera:
«Questo libro non nasce per commemorare, ma per aiutare. Serve a riconoscere i segnali prima che sia troppo tardi».
Con un linguaggio diretto e privo di filtri, l’autore accompagna il lettore nella quotidianità di una famiglia segnata dalla malattia, mostrando come l’anoressia possa insinuarsi lentamente, senza rumore, fino a diventare devastante.
“Quello che non ho visto arrivare” non chiude una storia, ma ne apre molte altre: quelle di chi legge, riflette e trova il coraggio di intervenire, trasformando il dolore in consapevolezza.



