Un importante gesto di solidarietà e innovazione per la sanità napoletana. La Polizia Municipale di Napoli ha donato un ecografo wireless di ultima generazione all’AORN Santobono-Pausilipon, struttura di riferimento per la cura dei bambini.

Si tratta di un macchinario estremamente compatto e privo di cavi, capace di rappresentare un significativo passo avanti dal punto di vista tecnologico. Grazie a questo strumento, il personale sanitario potrà effettuare esami diagnostici direttamente al letto del paziente, evitando spostamenti e rendendo le visite più rapide e meno invasive.

Un aspetto fondamentale soprattutto per i piccoli pazienti, che potranno affrontare gli accertamenti con meno stress e maggiore comfort.

Le dichiarazioni

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato l’assessore Antonio De Iesu:
Siamo orgogliosi di poter dare il nostro contributo soprattutto quando si tratta di aiutare i bambini. Intendiamo potenziare questo tipo di attività coinvolgendo tutta la Polizia Locale. Ringrazio don Gino, motore di questa iniziativa, che con il suo impegno sta favorendo una sempre maggiore sinergia tra gli uomini e le donne del Corpo”.

Soddisfazione anche da parte della direttrice della Pediatria d’urgenza, Maria Vittoria Montemurro, che ha evidenziato l’impatto concreto della donazione:
“Questa tecnologia consentirà di migliorare significativamente la rapidità e l’efficacia della diagnostica in emergenza, permettendo valutazioni immediate al letto del paziente e contribuendo a ridurre paura e stress dei bambini”.

Fondamentale il ruolo dell’associazione SOS Sostenitori Ospedale Santobono ETS, come spiegato dal presidente Ugo De Luca:
“La nostra associazione rappresenta un ponte tra la città e l’ospedale. Individuiamo i bisogni e supportiamo progetti che migliorano concretamente i servizi e rendono l’ambiente ospedaliero più accogliente”.

La donazione dimostra come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini possa tradursi in miglioramenti reali per la sanità pubblica, con benefici immediati per i pazienti più fragili.