
Sono accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico e alla detenzione di droga , con l’aggravante mafiosa, di rapina, le 11 persone arrestate nel rione Berlingieri di Secondigliano dalla Polizia di Stato al termine di indagini coordinate dalla Dda di Napoli. La sostanza stupefacente – cocaina – veniva venduta, in forma stanziale e itinerante, in un nella storica piazza di 111 – capace di generare profitti per 280mila euro all’anno – per conto dei clan Vanella Grassi e Licciardi. Il denaro veniva usato, è emerso dall’inchiesta, per finanziare altre attività illecite dei clan e per sostenere le famiglie degli affiliati, anche detenuti. La droga poteva anche essere prenotata telefonicamente ai pusher e poi consegnata al cliente. L’organizzazione criminale sgominata è ritenuta riconducibile a Luigi Carella, soprannominato “a’ gallina”, a sua volta legato al clan Licciardi. Documentata dalle indagini anche le percosse ai danni di un pusher colpevole che era in ritardo con il pagamento di una partita di cocaina.
La cocaina venduta nei giardinetti alla portata dei bambini
Vendevano la cocaina in una piazza di spaccio allestita nei giardinetti, dove la cocaina, in pacchi e anche in singole dosi era alla portata dei bambini. Emerge dall’indagine della Polizia di Stato e della Dda sfociata nell’arresto di undici persone ritenute legate a una organizzazione malavitosa dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. “Le ordinanze di custodia cautelare odierne – spiega un comunicato – hanno consentito di liberare il quartiere dalla morsa dello spaccio di droga con cui il gruppo criminale aveva di fatto preso possesso dell’intero rione: infatti l’organizzazione si è servita dei giardini pubblici di via Monte Faito, occupandone gli spazi e precludendo alla cittadinanza di goderne indisturbata, per nascondervi ingenti quantitativi di droga, rappresentando così un elevato rischio per la salute pubblica, in particolare per quella dei bambini, potendo questi ritrovare tanto la droga in pacchi quanto la cocaina in singole dosi, con conseguente rischio di ingestione dello stupefacente”.
Gli arresti, conclude la nota, hanno posto fine “a una storica e longeva piazza di spaccio che le indagini hanno accertato essere operativa nell’area da trent’anni”, nel corso dei quali, grazie all’articolato sistema di vendita e di contro vigilanza e alla scaltrezza dei suoi capi, è riuscita ad agire indisturbata”.






