
“Lo scenario attuale internazionale di guerre, con le aggressioni militari portate avanti da Stati Uniti e Israele, sta silenziando il genocidio portato avanti in questi due anni a Gaza e in tutta la Palestina dai governi occidentali. In realtà il genocidio è ancora in corso in tutta la Palestina, ma non si sta parlando più di Gaza che continua ad essere bombardata, della questione degli aiuti umanitari che non entrano, e non si parla della Cisgiordania”. Con queste parole Giulia, giovane palestinese che vive a Napoli, ha dato il via alla manifestazione organizzata da Rete Napoli per la Palestina, con raduno in piazza Dante e successivo corteo. “No al genocidio in Palestina, no alla guerra all’Iran e al Libano”, ma anche “Giù le mani dall’Iran” alcuni degli striscioni esposti dai manifestanti. “In Cisgiordania – ricorda Giulia – pochi giorni fa mentre andava a prendere dei vestiti, una famiglia a Tubas è stata uccisa dall’esercito di occupazione.
Le violenze continuano quotidianamente così come l’occupazione ed è chiaro che il governo italiano vuole cancellare il genocidio, perché le proteste in questi due anni hanno messo in luce in realtà la complicità da parte dello stesso governo italiano, che ha speso soldi per la guerra togliendoli a sanità pubblica, istruzione e lavoro”. Fari anche sulla posizione dell’Europa: “Il silenzio della Ue – dicono i manifestanti – dimostra la complicità dei governi europei sulle aggressioni imperialiste, le guerre che i cittadini italiani pagheranno con il caro vita, il prezzo della benzina che sale alle stelle mentre si fanno utilizzare le basi che ci sono qui in Italia dagli Stati Uniti”. Un pensiero va anche ai parenti rimasti nei territori di guerra: “Ho dei parenti lì – spiega Giulia – e chiaramente la situazione è di ansia mia e di tutti noi palestinesi che siamo qui. Sentiamo le nostre famiglie, siamo preoccupati, e davanti al dolore e alla sofferenza, sovrapponiamo la rabbia per lottare per la liberazione del nostro popolo e di ogni popolo dalle aggressioni e dalle violenze di Paesi come Stati Uniti ed Israele”.





