Annullata l’ordinanza cautelare nei confronti degli imprenditori Luigi e Paolo Griffo, coinvolti nell’inchiesta per presunta corruzione legata ai fondi Invitalia. La decisione è stata presa dalla decima sezione del tribunale del Riesame di Napoli, collegio B, che ha accolto il ricorso presentato dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Griffo.

Per padre e figlio è stata quindi revocata la misura del divieto di dimora in Campania.

I due imprenditori caseari erano accusati di aver percepito indebitamente finanziamenti pubblici per la realizzazione di un caseificio a Cancello ed Arnone. Secondo la Procura, avrebbero agito con il supporto del consigliere regionale Giovanni Zannini, aggirando alcuni ostacoli normativi, in particolare l’assenza della Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), necessaria per accedere ai fondi.

Nella ricostruzione degli inquirenti, il Comune di Cancello ed Arnone sarebbe stato coinvolto nel procedimento, ottenendo dalla Regione una delega tramite una convenzione con Castello del Matese. Successivamente, la Commissione Ambiente di quest’ultimo ente avrebbe espresso parere favorevole senza adeguate verifiche tecniche, basandosi su una relazione ritenuta ingannevole, che descriveva l’impianto come non ancora realizzato, nonostante fosse già stato costruito.

Attraverso questo iter, secondo l’accusa, gli imprenditori sarebbero riusciti a ottenere circa 4 milioni di euro tra contributi e finanziamenti agevolati erogati da Invitalia.

Nell’inchiesta è coinvolto anche il consigliere regionale Giovanni Zannini, per il quale si è in attesa della decisione del Riesame. Secondo l’ipotesi accusatoria, in cambio del suo intervento avrebbe ricevuto una gita su uno yacht.

La vicenda resta ora al centro dell’attenzione giudiziaria, mentre proseguono gli sviluppi dell’inchiesta.