
Una lettera aperta per rompere il silenzio e chiedere attenzione. A firmarla sono circa quaranta residenti degli edifici che circondano il Teatro Sannazaro di Napoli, colpito da un violento incendio lo scorso 17 febbraio. Un appello accorato rivolto alle istituzioni, nel quale gli abitanti denunciano le condizioni difficili in cui sono costretti a vivere da settimane.
Case interdette e disagi quotidiani
Nel documento, i residenti descrivono una realtà fatta di disagio, incertezza e paura. Le conseguenze del rogo hanno infatti portato all’interdizione totale di quattro attività commerciali e quattro abitazioni civili, mentre altre sei case risultano parzialmente inagibili.
A questo si aggiungono problemi legati ai servizi essenziali: diversi appartamenti sono di fatto invivibili a causa della loro assenza o del malfunzionamento. Una situazione che ha stravolto la quotidianità di decine di persone, tra proprietari e inquilini.
“È il silenzio che nasce dall’incredulità, dal lutto e dallo stress post traumatico”, scrivono, descrivendo lo stato d’animo di chi ha visto la propria casa o attività improvvisamente compromessa.
“Nessuno parla di chi ha perso tutto”
Nella lettera emerge anche un forte senso di abbandono. I residenti denunciano quella che definiscono una “grande disattenzione” nei confronti dei loro problemi, sottolineando come la loro situazione sia rimasta ai margini del dibattito pubblico.
“È il silenzio dell’ignoranza o della noncuranza delle istituzioni”, si legge nel documento, in riferimento a chi ha perso la propria abitazione o il luogo di lavoro.
Gli abitanti non nascondono però una certa apertura verso il futuro del teatro. Accolgono positivamente l’ipotesi di ricostruzione del Sannazaro, proposta anche a livello istituzionale, e la possibilità per la compagnia teatrale di proseguire temporaneamente le attività in un’altra sede.
Tuttavia, mentre si guarda alla rinascita della struttura culturale, resta ancora irrisolta la situazione di chi vive nei palazzi circostanti. “Noi non abbiamo chiesto nulla – concludono – ma attendiamo con fiducia risposte e gli esiti delle indagini”.
Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione non solo la sicurezza degli edifici, ma anche il bisogno di interventi concreti per chi, a distanza di settimane, continua a vivere tra disagi e incertezza.














