
A Napoli il cibo è identità e racconto. E proprio da qui riparte una delle rassegne più amate della primavera. Dal 26 marzo al 3 maggio 2026 torna “Vedi Napoli e poi mangia”, il format ideato e promosso dal Comune di Napoli che trasforma la città in un grande itinerario del gusto, tra show cooking, musica e racconti gastronomici. A illustrare il progetto e il programma alla stampa a Palazzo San Giacomo in Sala Giunta, insieme all’assessora Teresa Armato, l’antropologo Marino Niola, professore di Antropologia dei Simboli Università Suor Orsola Benincasa; Carlo Morelli, presidente Associazione ad Alta Voce ETS; Marco Caputi, chef 1 Stella Michelin; Alessandro Condurro, AD L’Antica Pizzeria da Michele in the world. «Vedi Napoli e poi Mangia è una rassegna dedicata alla nostra grande tradizione enogastronomica. È un modo per raccontare le nostre pietanze dal punto di vista culturale e storico. Attraverso racconti di storici, esperti e giornalisti, show cooking e testimonianze di grandi chef ed esponenti della cultura e dello spettacolo, i nostri piatti diventano un’esperienza. Al primo evento dedicato al babà ci sarà Marisa Laurito special guest.
Su indicazione del Sindaco Manfredi, parte della programmazione di questa edizione è dedicata al mare, avendo come orizzonte l’America’s Cup. Ci sarà spazio per i piatti che nascono dal mare e per i circoli che si trovano sul mare. Avremo qualcosa di curioso, legato alla tradizione culinaria povera e a Eduardo De Filippo: gli spaghetti alle vongole fujute. Tutto questo rientra in una programmazione annuale degli eventi, che è quello che ci chiedono gli operatori del settore e che sta piacendo ai tantissimi turisti che scelgono la nostra città. A gennaio abbiamo avuto un milione e 750mila presenze, a febbraio un milione e 700mila presenze, per marzo attendiamo fine mese per un consuntivo. I dati rilevati ad oggi dall’Osservatorio Turistico Urbano sono di un milione e 600mila presenze per marzo. Manca ancora una settimana alla fine del mese e siamo molto vicini al dato di marzo 2025: un milione e 700mila presenze». Così l’Assessora Teresa Armato. La quarta edizione propone 20 appuntamenti gratuiti pensati per raccontare Napoli attraverso i suoi piatti simbolo. Ogni evento intreccia storia, antropologia e cucina, guidando il pubblico alla scoperta di un patrimonio gastronomico che si è costruito nei secoli. Il racconto è affidato a studiosi, giornalisti e docenti, mentre chef, pizzaioli e maestri pasticcieri svelano dal vivo tecniche e segreti delle ricette.
Tra i protagonisti della rassegna ci sono i grandi classici della tradizione napoletana, ma anche piatti che raccontano contaminazioni e influenze lontane. Dal babà alla pastiera, dagli spaghetti alle vongole fujute al sartù di riso, passando per casatiello, sfogliatella, gattò di patate, polpo alla luciana e pizza marinara con le alici. Un mosaico di sapori che racconta Napoli in tutte le sue sfumature. Ad accompagnare il racconto gastronomico ci sarà anche la musica, con momenti dedicati alla tradizione della canzone napoletana. In programma 6 concerti nelle chiese, tra cui il Duomo di Napoli e la Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, per un’esperienza che unisce gusto e spiritualità. “Vedi Napoli e poi mangia” attraversa Napoli come una vera e propria geografia del gusto. Dal centro storico al Lungomare Caracciolo, fino all’area Ovest e all’area Est, la rassegna coinvolge luoghi simbolo come il Monastero di Santa Chiara, il Teatro Trianon Viviani, Palazzo Serra di Cassano e la Fondazione Dohrn.
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, ma per partecipare è necessario prenotarsi tramite Eventbrite. I concerti, invece, sono ad accesso libero fino a esaurimento posti. Il calendario completo degli eventi è disponibile .Curata scientificamente dall’antropologo Marino Niola, la rassegna si conferma come uno dei progetti più interessanti dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale napoletano. “Vedi Napoli e poi mangia” è un modo per leggere la città attraverso i suoi riti e i suoi sapori.







