Sarà una Pasqua in sordina per Ischia e Procida sul fronte turistico, con flussi in ingresso positivi ma lontani dai livelli delle stagioni migliori. L’avvio della stagione sulle isole del Golfo di Napoli si presenta quest’anno all’insegna della prudenza, tra riaperture graduali e primi arrivi concentrati soprattutto sul turismo italiano e di prossimità. A condizionare il primo esodo stagionale verso le due isole è soprattutto il maltempo: vento forte, pioggia e mare mosso hanno caratterizzato i giorni che precedono le festività, provocando anche rallentamenti e cancellazioni nei collegamenti marittimi. A Ischia, secondo i dati diffusi dagli operatori del settore, ha riaperto circa un terzo delle strutture alberghiere in vista della Pasqua: sono una novantina gli hotel attualmente operativi su circa trecento presenti sull’isola, con una clientela prevalentemente nazionale orientata a soggiorni brevi.

Più difficile una stima del movimento nel comparto extralberghiero, che continua a rappresentare una quota rilevante dell’offerta ricettiva. “Il mercato pasquale sarà dominato per oltre il 70% da case vacanza, bed and breakfast e locazioni brevi: strutture che, avendo costi fissi contenuti, possono consentirsi aperture limitate anche a pochi giorni. L’hotellerie segue invece logiche diverse ed ha impatti economici differenti”, osservano da Federalberghi Ischia. A Procida il periodo pasquale coincide con il ritorno della forte attrattività legata agli appuntamenti religiosi, in particolare alla tradizionale Processione dei Misteri del Venerdì Santo, che anche quest’anno ha richiamato centinaia di visitatori dalla terraferma e alcune presenze straniere. Anche per la più piccola delle isole partenopee l’avvio della stagione si conferma però inferiore rispetto agli anni recenti. Più che sulle prenotazioni alberghiere tradizionali, il movimento continua a concentrarsi sul turismo giornaliero e sui flussi legati ai riti religiosi.