Raid mentre i proprietari dell’abitazione di Posillipo e la donna di servizio dormivano. C è anche un diamante di 26 carati del valore di ben 300 mila euro nel bottino dei banditi che hanno completamente svaligiato l’abitazione di un imprenditore tessile in pensione e della moglie in via Orazio, nel quartiere di Posillipo a Napoli. Il bottino totale, compresi contanti e monili di vario tipo, arriva a circa mezzo milione di euro.  I proprietari dell’abitazione e la donna di servizio non si sono accorti di nulla mentre i ladri erano all’opera. Probabilmente sono stati narcotizzati nel sonno. Sul fatto – di cui ha riferito la Repubblica Napoli – indagano gli uomini del commissariato di polizia Posilippo coordinati dalla Procura di Napoli. Nel ‘bottino’ portato via anche il dischetto con le immagini delle telecamere a protezione dell’appartamento.

Si spera di avere qualche elemento utile dalle immagini delle videocamere che si trovano nella zona. Il diamante di grande valore era stato chiuso dal proprietario nel cassetto della scrivania dello studio e nei prossimi giorni il gioiello sarebbe stato sottoposto ad una perizia per stabilire con assoluta precisione il valore. Ad agire sono stati almeno due banditi che sono entrati in casa con un ‘palo’ in strada a vigilare. Il blitz è stato compiuto forzando le finestre ed entrando nel salone dell’appartamento al primo dei due piani della palazzina. A gennaio scorso venne fatta chiarezza su una mega rapina portata a termine, sempre a Posillipo, a casa di un imprenditore napoletano, a cui erano stati sottratti beni per un valore di circa 500mila euro. La Squadra Mobile di Napoli eseguì cinque misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati (due arresti in carcere, due ai domiciliari e un obbligo d presentazione alla polizia giudiziaria) per il reato di rapina pluriaggravata e sequestro di persona aggravato.

La banda entrò in azione nell’abitazione di Posillipo dell’imprenditore il 5 novembre 2024: due uomini armati di pistola, dopo essersi introdotti in casa presero in ostaggio un addetto alla vigilanza e una donna di servizio (in quel caso risultata poi successivamente loro complice) e, dopo averli neutralizzati, legandogli le mani e i piedi con delle fascette, si impossessarono di numerosi orologi per un valore complessivo di circa 500.000 euro.