Era accusato di frode informatica e intercettazione illecita di comunicazioni telematiche nell’ambito di una presunta truffa online ai danni di una donna, ma il giudice lo ha assolto per insufficienza di prove. Protagonista della vicenda un 34enne di Nocera Inferiore, finito sotto processo dopo un’inchiesta nata da una denuncia presentata nel dicembre del 2023 presso il commissariato di Mesagne, in provincia di Brindisi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima avrebbe ricevuto un sms apparentemente proveniente da Poste Italiane, nel quale veniva comunicata la sospensione del conto corrente per motivi di sicurezza. Nel messaggio era presente anche un link sul quale la donna sarebbe stata invitata a cliccare per aggiornare l’applicazione bancaria.
Poco dopo, la vittima avrebbe ricevuto una telefonata da un presunto operatore che la invitava a completare la procedura indicata nel messaggio. Una seconda chiamata, arrivata da un numero di cellulare, avrebbe poi guidato la donna nelle operazioni successive.
Solo il giorno seguente la vittima si sarebbe accorta della truffa. Dopo essersi recata presso un ufficio postale, avrebbe infatti scoperto che dal proprio conto erano partiti due accrediti per un totale di circa 13mila euro, effettuati a sua insaputa. Da lì la decisione di sporgere denuncia alle forze dell’ordine.
Le indagini avviate dalla polizia hanno permesso di accertare che uno dei numeri utilizzati risultava intestato ad un cittadino pakistano sconosciuto alle banche dati italiane, mentre un altro recapito telefonico non sarebbe risultato associato ad alcun intestatario. Il denaro sottratto, ottenuto attraverso la dematerializzazione di buoni fruttiferi, sarebbe poi finito su un conto corrente aperto in Inghilterra.
Gli investigatori sono successivamente risaliti anche al conto corrente del 34enne di Nocera Inferiore, identificato con le iniziali S.B., sul quale sarebbe confluito parte del denaro. Sentito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe spiegato di aver aperto quel conto nel 2021 e di aver scoperto nel 2023 che lo stesso risultava bloccato.
Al termine del processo celebrato con rito abbreviato, il Gup del Tribunale di Lecce ha assolto l’imputato, assistito dall’avvocato Francesco Vicidomini. Secondo il giudice, gli elementi raccolti durante le indagini non sarebbero stati sufficienti per attribuire oltre ogni ragionevole dubbio al 34enne la responsabilità delle operazioni fraudolente.
Nella sentenza viene evidenziato come il semplice accredito di denaro su un conto corrente non possa essere considerato prova sufficiente per dimostrare il coinvolgimento diretto del titolare in una truffa di tipo phishing.














