Inchiesta della Procura di Perugia su presunte pratiche irregolari per il lavoro stagionale nel settore turistico-alberghiero. Sei indagati, coinvolti anche un patronato aversano e una consulente del lavoro. Un presunto sistema costruito attraverso documentazione ritenuta falsa per favorire l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri stagionali è finito al centro di una delicata inchiesta coordinata dalla Procura di Perugia. L’indagine, che ipotizza i reati di truffa e falso, ha portato all’esecuzione di perquisizioni domiciliari e informatiche da parte dei carabinieri nei confronti di sei persone. Cinque degli indagati risiedono tra Casaluce, Casal di Principe e Lusciano, mentre un’altra persona della provincia di Caserta vive a Perugia. Coinvolti anche un dipendente di un patronato di Aversa e una consulente del lavoro della provincia di Salerno.

Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero predisposto e trasmesso numerose richieste di nulla osta per lavoro stagionale nel settore turistico-alberghiero a favore di cittadini extracomunitari, inserendo però dati ritenuti non veritieri all’interno delle pratiche. Nel mirino degli investigatori ci sarebbero soprattutto le informazioni relative agli alloggi destinati ai lavoratori stranieri e alla reale struttura economica e organizzativa dell’azienda indicata nelle domande. Secondo la Procura, il sistema avrebbe avuto lo scopo di agevolare l’ingresso in Italia di cittadini stranieri attraverso procedure formalmente regolari ma fondate, secondo gli inquirenti, su elementi non corrispondenti alla realtà.