
L’inchiesta della Procura di Napoli Nord sulle attività di un patronato di Casal di Principe. Per gli inquirenti ci sarebbe stato un accordo anche con avvocati e medici per ottenere i benefici previdenziali. Arriva a un punto di svolta l’inchiesta della Procura di Napoli Nord sui falsi certificati per le pensioni di invalidità. Sono tre le misure interdittive nei confronti di altrettanti professionisti di un Caf di Casal di Principe. Non potranno svolgere per un anno le attività di assistenza fiscale e giudiziaria gestita nell’ambito di Caf o strutture analoghe. Il gip Pia Sordetti, del tribunale di Napoli Nord, ha disposto la misura interdittiva nei confronti di Vincenzo Simeone, ex consigliere comunale e titolare di fatto del Caf finito nel mirino; Iolanda Di Caterino, legale rappresentante del patronato dell’associazione “Lega Comunale Uila” di Casal di Principe; e Gianluca Simeone, stretto collaboratore di Vincenzo.
I tre, insieme ad altre 22 persone – per le quali il gip non ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza – sono coinvolti in un’inchiesta della Procura di Napoli Nord sui presunti falsi certificati realizzati per ottenere le pensioni di invalidità. La misura è stata disposta all’esito degli interrogatori di garanzia, svolti a marzo, dopo che la Procura normanna aveva chiesto gli arresti domiciliari per 7 indagati e la sospensione per altri 18, tra cui anche avvocati e medici che, nel loro ruolo di consulenti del tribunale, avrebbero redatto perizie non rispondenti al vero. A far scattare l’indagine fu una la segnalazione di uno specialista in Ortopedia che, nominato Consulente Tecnico d’Ufficio (Ctu) in alcune procedure notava, tra la documentazione, alcuni referti apparentemente a sua firma che di fatto disconosceva.
Dalle indagini sarebbe emersa la pratica da parte del Caf di falsificazione dei certificati medici che sarebbero stati alterati attestando la sussistenza di patologie tali da richiedere l’indennizzo da parte dell’Inps. Secondo la Procura ci sarebbe stato un accordo tra i titolari e i dipendenti del Caf, gli avvocati coinvolti e i medici nominati quali Ctu per attestare le false condizioni per ottenere i benefici previsti dall’ente previdenziale. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Vittorio Guadalupi, Maurizio Abbate, Giovanni e Michele Cantelli, Generoso Grasso, Alfonso Quarto, Raffaele Costanzo, Fabio Della Corte.






