AFRAGOLA – Nuovo colpo di scena giudiziario nell’inchiesta sull’omicidio di stampo mafioso di Aniello Ambrosio, ucciso il 17 febbraio 2014 ad Afragola e il cui corpo fu ritrovato successivamente a Grumo Nevano. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna all’ergastolo nei confronti di Francesco Pezzella, ritenuto nei precedenti gradi di giudizio il mandante del delitto.
La decisione della Suprema Corte, emessa il 23 aprile 2026, ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Dario Vannetiello e Saverio Campana, disponendo l’annullamento della sentenza con cui la Corte d’Assise d’Appello di Napoli, il 3 giugno 2025, aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado.
Successivamente, la Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha dichiarato la perdita di efficacia della misura cautelare in carcere per decorrenza dei termini, ordinando l’immediata liberazione dell’imputato in relazione a questo procedimento.
La vicenda giudiziaria aveva fatto registrare un quadro accusatorio ritenuto particolarmente consistente. Oltre alle dichiarazioni dell’esecutore materiale Antonio Attanasio, gli inquirenti avevano raccolto numerose chiamate in correità che indicavano Pezzella come mandante dell’omicidio. Tuttavia, le argomentazioni giuridiche avanzate dalla difesa sono state ritenute sufficienti dalla Cassazione per annullare la sentenza di condanna e, successivamente, determinare anche la cessazione della custodia cautelare per scadenza dei termini.
Nonostante il provvedimento favorevole ottenuto in questo procedimento, Francesco Pezzella non tornerà in libertà. Il presunto boss resta infatti detenuto perché coinvolto in un diverso processo pendente davanti al Tribunale di Napoli Nord, dove è chiamato a rispondere dell’accusa di associazione di stampo mafioso.
L’iter processuale relativo all’omicidio di Aniello Ambrosio proseguirà ora secondo quanto disposto dalla Corte di Cassazione, che ha annullato la precedente condanna rinviando la vicenda per un nuovo esame.







