Allarme “smishing” anche nel nostro territorio. Una nuova ondata di cyber-truffe sta colpendo i cittadini di tutta Italia attraverso la tecnica dello “smishing” (il phishing via SMS), questa volta camuffata da comunicazioni urgenti del Servizio Sanitario Nazionale. Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le segnalazioni relative a messaggi di testo standardizzati inviati da utenze mobili private che invitano la vittima a ricontattare con massima urgenza i “nostri uffici ASL” o il “CUP” per presunte comunicazioni importanti che la riguardano. L’inganno fa leva sullo stato di ansia legato alla salute, spingendo la vittima a chiamare il numero di telefono indicato nel testo. Tuttavia, i numeri forniti – caratterizzati spesso dal prefisso 893, 895 o 899 – non appartengono in alcun modo ad uffici pubblici o aziende sanitarie locali. Si tratta invece di numerazioni a sovrapprezzo e a tariffazione speciale: non appena l’utente effettua la chiamata, viene agganciato a sistemi automatizzati o linee a pagamento che prosciugano istantaneamente l’intero credito telefonico disponibile sulla SIM o caricano costi esorbitanti direttamente in bolletta.

In alcuni casi evoluti della truffa, finti operatori tentano anche di estorcere dati personali e coordinate bancarie con la scusa di sbloccare pratiche sanitarie o rimborsi, mettendo a rischio il conto corrente bancario dei cittadini. Si ricorda che le Aziende Sanitarie Locali e la Polizia Postale non utilizzano mai numeri a pagamento per le proprie comunicazioni ufficiali. I canali istituzionali ufficiali sfruttano esclusivamente lettere cartacee, notifiche digitali certificate (come l’App IO) o numeri fissi e verdi chiaramente identificabili. La raccomandazione tassativa per chiunque riceva questi SMS è di non rispondere, non chiamare assolutamente i numeri indicati, bloccare il mittente e segnalare l’episodio alle autorità competenti.