Una notte di terrore e di attesa trascorsa lontani da casa per centinaia di residenti tra la periferia occidentale di Napoli e l’area flegrea. L’ennesima recrudescenza dello sciame sismico legato al fenomeno del bradisismo ha raggiunto il suo picco alle 19.46 di venerdì 31 luglio, quando i sismografi dell’INGV hanno registrato una scossa di magnitudo 4.7 — la più violenta rilevata negli ultimi quarant’anni —, seguita da oltre 100 scosse di assestamento, tra cui un evento di magnitudo 3.1 avvertito distintamente alle 5.47 del mattino.

Il bilancio provvisorio tracciato durante la riunione del Centro coordinamento soccorsi, presieduta dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e dal Prefetto di Napoli Michele di Bari, conta 26 feriti (21 assistiti all’ospedale di Pozzuoli e 5 a Giugliano), di cui due versano in codice rosso.

Le persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni danneggiate sono attualmente circa 300, ma il dato è in continua evoluzione a causa delle verifiche strutturali in corso da parte dei Vigili del Fuoco, che hanno già disposto lo sgombero di 18 nuclei familiari in via Sannino e altri 4 in via San Vitagliano. Per far fronte all’emergenza, i Comuni di Napoli e Pozzuoli hanno attivato i centri di prima accoglienza in via Terracina e al Palatrincone, dove sono stati allestiti 185 posti letto. Molti cittadini, tuttavia, hanno preferito trascorrere la notte a bordo delle proprie automobili o presso parenti.

Forte l’impatto anche sulle infrastrutture. La circolazione della ferrovia Cumana è stata temporaneamente interrotta nella tratta Bagnoli-Torregaveta per consentire i controlli sulle linee.

Sul fronte marittimo, l’Autorità di sistema portuale ha disposto l’interdizione delle aree demaniali al di sotto dei costoni rocciosi. Tuttavia, a seguito dei sopralluoghi condotti con l’ausilio di sommozzatori specializzati, è stata confermata la sicurezza del porto commerciale di Pozzuoli, la cui riapertura è stata programmata per domani mattina alle ore 7. A Bacoli non si sono registrati feriti né sgomberi, ma il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha confermato cedimenti di intonaci e piccoli crolli lungo i costoni, annunciando un monitoraggio serrato delle scuole e delle scogliere.

Tra le criticità registrate a seguito del sisma figura l’incendio divampato all’interno dell’Istituto Penale Minorile di Nisida, causato da un’interruzione dell’energia elettrica. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) ha denunciato gravi difficoltà nei soccorsi e l’assenza di un piano di evacuazione pienamente operativo, arrivando a chiedere la chiusura immediata e il trasferimento dei giovani detenuti per motivi di sicurezza.

Sui fatti è intervenuto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in contatto diretto con la Prefettura partenopea: «Il Governo si impegna a garantire piena assistenza a tutti gli sfollati e a trovare una soluzione definitiva per la ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici inagibili», ha dichiarato Tajani, esprimendo vicinanza alla popolazione e ringraziando i soccorritori impegnati sul campo.