È morto nel carcere dove era detenuto Costantino Russo, 39 anni, figlio del boss del clan dei Casalesi Giuseppe Russo, detto Peppe ‘o Padrino. Secondo le prime informazioni, il decesso sarebbe stato provocato da un infarto, ma saranno gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria a chiarire con precisione le cause della morte.

Russo era stato arrestato lo scorso 7 luglio nell’ambito del blitz condotto dalla Direzione Investigativa Antimafia e dalla Guardia di Finanza su coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Per gli inquirenti aveva assunto la guida della fazione Russo-Schiavone durante la detenzione del padre e degli zii Massimo, Francesco e Corrado, tutti ritenuti vicini allo storico capoclan dei Casalesi Francesco Schiavone, detto Sandokan.

Dopo l’arresto, il 39enne aveva avviato un percorso di collaborazione con la magistratura. Una scelta condivisa anche dalla moglie e dai figli e che, secondo quanto emerso, ha spinto la DDA di Napoli ad avviare ulteriori verifiche sulle circostanze del decesso.

L’inchiesta che aveva portato al suo arresto aveva fatto emergere un presunto sistema di riciclaggio e autoriciclaggio dei proventi illeciti attraverso almeno 14 aziende, finite sotto sequestro insieme ad altri beni per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro. Tra i beni sequestrati figuravano gelaterie, bar con attività di scommesse, stabilimenti balneari tra Castel Volturno e Pineta Grande, orologi di valore e circa 100 mila euro in contanti.

Secondo la Procura di Napoli, il denaro di provenienza illecita veniva reinvestito principalmente nei settori del turismo, della ristorazione e delle attività ricreative tra le province di Caserta e Napoli. Intanto proseguono gli accertamenti per fare piena luce sulla morte di Costantino Russo.