
La Sezione Giurisdizionale della Campania sanziona l’ex sindaco Antonio Falco e cinque ex assessori per la gestione finanziaria che condusse al dissesto del 2016. Sotto accusa atti contabili non veritieri e l’inerzia nell’incasso dei canoni al Parco Verde.
CAIVANO – La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania ha presentato un conto da circa 100mila euro agli ex amministratori del Comune di Caivano, ritenuti responsabili di aver contribuito in modo determinante al dissesto finanziario dichiarato dall’ente nel 2016.
I magistrati contabili hanno condannato l’ex sindaco Antonio Falco a risarcire 69.205 euro in favore del Comune. Contestualmente, agli ex assessori Francesco Casaburo, Bartolomeo Perna, Enzo Pinto, Vincenzo Semonella e Giulio Di Napoli è stato richiesto un importo complessivo di 31.142 euro. La decisione applica l’articolo 248 del Testo Unico degli Enti Locali, che disciplina la responsabilità patrimoniale degli amministratori nei casi di dissesto causati da condotte dolose o gravemente colpose.
Nelle motivazioni della sentenza, i giudici evidenziano una grave colpa nella condotta della giunta, caratterizzata dalla «disinvolta e continuativa adozione di atti di programmazione contabile non veritieri né prudenti». Una gestione superficiale di entrate e uscite che ha finito per aggravare drammaticamente le finanze comunali.
Tra i capitoli centrali dell’inchiesta figura la gestione degli immobili del complesso Parco Verde. La Procura contabile ha censurato l’«assordante e complice inerzia dell’apparato amministrativo-burocratico», incapace di intraprendere iniziative concrete per il recupero dei canoni di locazione e delle indennità di occupazione dovute dagli occupanti. La mancata riscossione di tali somme ha privato l’ente di entrate fondamentali, accelerando il collasso economico e il conseguente default finanziario del 2016.






