L’uomo stava scontando una condanna a tre anni per violenze contro l’ex moglie. Ieri è evaso presentandosi sotto la sua abitazione. Il dispositivo elettronico stretto alla caviglia doveva servire a tenere a distanza i fantasmi di un passato segnato da soprusi, minacce e violenze. Non è bastato. È bastato invece un attimo di cieca furia per spezzare quell’illusoria garanzia di sicurezza, trasformando una sera qualunque di fine estate nel teatro dell’ennesimo, drammatico incubo domestico. Un uomo di 42 anni, già condannato in primo grado a tre anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e fino a ieri ristretto agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, è evaso dalla propria abitazione ad Angri per ripiombare con violenza nella vita della sua ex moglie. L’episodio si è consumato lungo la zona che collega i comuni di Sant’Antonio Abate e Lettere, un tratto di territorio che a tarda sera si fa buio, isolato e poco frequentato. L’uomo, da quanto ricostruito, conosceva alla perfezione gli orari e le abitudini della donna. Si è appostato nell’ombra, rimanendo in un’attesa silenziosa nei pressi dell’ingresso dell’abitazione. Non appena la vittima è arrivata, pronta a fare rientro a casa al termine della giornata di lavoro, è scattata la trappola.
L’ex marito le si è scagliato contro prima ancora che la donna potesse mettere piede sul pianerottolo e mettersi al sicuro: l’avrebbe bloccata, aggredita e picchiata. Poi, dopo averle strappato con forza le chiavi dalle mani, si è messo alla guida della sua automobile dandosi a una fuga disperata a tutta velocità. La macchina dei soccorsi e delle forze dell’ordine si è attivata nel giro di pochissimi minuti. La chiamata d’allarme al 112 ha fatto scattare immediatamente una serrata caccia all’uomo nell’intera area ai piedi dei Monti Lattari. I carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate, già capillarmente presenti sul territorio per i normali servizi di pattugliamento e controllo, si sono messi sulle sue tracce intercettando il veicolo rubato poco distante dal luogo del pestaggio.Ne è nato un breve ma estremamente concitato inseguimento lungo le strade cittadine. L’uomo ha tentato fino all’ultimo di far perdere le proprie tracce compiendo manovre pericolose, opponendo poi una tenace resistenza fisica prima di essere definitivamente bloccato dai militari, che lo hanno disarmato e reso inoffensivo prima che potesse causare ulteriori danni. Per il 42enne si sono riaperte immediatamente le porte del carcere.
Le pesantissime accuse a suo carico compongono un quadro giudiziario di estrema gravità: evasione, rapina, lesioni personali, violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale. Attualmente l’uomo si trova rinchiuso in una cella di sicurezza, a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari. La donna, soccorsa dal personale sanitario e curata per le lesioni e il forte stato di shock riportati durante l’aggressione, si trova ora sotto stretta tutela. L’uomo, in particolare, era stato condannato a tre anni di carcere per maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex moglie che ieri ha aggredito. Nei mesi scorsi i giudici avevano disposto gli arresti domiciliari. Ieri sera la follia.







