
La vicenda degli edifici sgomberati in via Cavour torna al centro dell’attenzione a Casoria. Nella mattinata di sabato 10 ottobre, Roberto Maida si è incatenato a una transenna di protezione per chiedere che tutte le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni possano fare ritorno a casa.
La protesta si è svolta nell’area interessata dal crollo che ha provocato lo sgombero di diversi residenti. Secondo quanto riportato dalle cronache locali, Maida è riuscito a rientrare nella propria abitazione dopo che questa è stata dichiarata nuovamente agibile. La sua iniziativa, tuttavia, è stata motivata dalla situazione delle altre famiglie che non hanno ancora potuto fare ritorno nelle proprie case.
L’emergenza abitativa legata al crollo di via Cavour continua quindi a interessare una parte della comunità. Le precedenti ricostruzioni giornalistiche hanno riferito di circa 98 persone sfollate e di edifici coinvolti ai civici 60 e 74 della strada. Numeri che restituiscono le dimensioni delle conseguenze dell’accaduto per i residenti, costretti a fare i conti con l’incertezza sui tempi necessari per tornare alla normalità.
Restano aperti anche gli accertamenti tecnici sull’area interessata dal cedimento. Le verifiche riguardano le condizioni del sottosuolo e la presenza di una cavità nella zona. Le cause definitive del crollo non risultano ancora accertate e sono necessari ulteriori approfondimenti per chiarire le circostanze dell’episodio.
La protesta di Maida si è conclusa dopo che i tecnici impegnati nell’area hanno prospettato un incontro con il Comune per lunedì 12 ottobre. Un passaggio atteso per fare il punto sulla situazione e sulle condizioni che potrebbero consentire agli altri nuclei familiari di rientrare nelle proprie abitazioni.
Al momento, non risultano confermati un calendario definitivo per il rientro di tutti gli sfollati né l’esito dell’incontro annunciato. Per le famiglie coinvolte, la priorità resta conoscere i tempi e le condizioni di sicurezza necessari per poter tornare nelle proprie case.
La vicenda riporta così l’attenzione sulle conseguenze del crollo e sulle difficoltà affrontate dai residenti, in attesa di risposte concrete sul futuro delle abitazioni evacuate.






