NAPOLI, 19 OTTOBRE 2026 – Rafforzare il turismo internazionale e trasformare la presenza dei visitatori in opportunità economiche concrete per le imprese del territorio. È questa la sfida indicata da Confimi Industria Campania e Federmoda Campania in occasione della seconda edizione del workshop B2B Live Napoli, iniziativa promossa dal Comune di Napoli che coinvolge 33 buyer provenienti da 16 Paesi.

L’evento rappresenta un’occasione per consolidare la presenza della città sui mercati turistici internazionali. Secondo Luigi Carfora, presidente di Confimi Industria Campania e del Consorzio Suggestioni Campane Promotion, e Alfredo Catapano, presidente di Federmoda Campania, alla capacità di attrarre visitatori deve affiancarsi una strategia in grado di favorire gli acquisti e sostenere il sistema produttivo locale.

Carfora: «Misurare il valore, non soltanto le presenze»

Il tema era già stato affrontato da Carfora nel comunicato del 16 settembre, intitolato «Boom del turismo, ora Napoli deve trattenere il valore». Al centro della riflessione ci sono i dati relativi ai flussi turistici e alla spesa dei visitatori.

Nel 2025 Napoli ha superato i 20 milioni di presenze turistiche, registrando una crescita del 45% rispetto al 2024. Tuttavia, secondo l’indagine Format Research richiamata nel comunicato, soltanto il 35,8% dei turisti entra nei negozi e la spesa media rilevata si attesta intorno ai 110 euro.

Un dato inferiore rispetto a quello di altre città italiane: a Firenze la spesa media indicata è di 168 euro, a Milano di 184 euro e a Roma di 162 euro.

«La vera sfida è trasformare la presenza dei visitatori in clienti, fatturato, occupazione e investimenti», sottolinea Carfora, precisando che l’obiettivo non è mettere in discussione il turismo, considerato una risorsa fondamentale per Napoli, ma fare in modo che una quota maggiore della domanda raggiunga il commercio, l’artigianato e le produzioni locali.

Catapano punta sulla sartoria napoletana

Anche Alfredo Catapano accoglie positivamente il workshop B2B Live Napoli, evidenziando però la necessità di puntare su un turismo con una maggiore capacità di spesa.

Per il presidente di Federmoda Campania, la promozione internazionale deve valorizzare non soltanto il patrimonio culturale e monumentale della città, ma anche le competenze artigianali e la qualità delle produzioni napoletane.

Tra i settori indicati figurano la sartoria, la moda e l’artigianato, espressioni di una tradizione che può contribuire ad attrarre visitatori dagli Stati Uniti, dal Sud America e dagli altri mercati internazionali.

Catapano richiama inoltre il modello di attrattività di Capri, considerata un riferimento per la capacità di intercettare una clientela con elevata disponibilità economica. Napoli, secondo il presidente di Federmoda Campania, deve lavorare per raggiungere maggiormente questo segmento, rendendo le eccellenze locali parte integrante dell’esperienza turistica.

L’obiettivo è favorire un collegamento più diretto tra la promozione della destinazione e le attività commerciali, incentivando i visitatori a entrare nei negozi, conoscere i prodotti e acquistare le creazioni delle imprese del territorio.

Turismo e impresa, una strategia condivisa

Confimi Industria Campania e Federmoda Campania concordano sulla necessità di rafforzare il rapporto tra promozione turistica e sistema produttivo, attraverso percorsi capaci di coinvolgere le imprese e valorizzare le produzioni identitarie della città.

La crescita del settore, secondo le due organizzazioni, dovrebbe essere accompagnata da ricadute economiche più diffuse e misurabili, considerando non soltanto il numero delle presenze, ma anche gli acquisti, il fatturato, l’occupazione e gli investimenti.

«Napoli ha conquistato una straordinaria capacità di attrazione. Ora deve rafforzare la capacità di trasformarla in valore per il territorio, facendo dialogare turismo, commercio e imprese», conclude Carfora.

La sfida indicata dalle due associazioni è dunque quella di consolidare l’attrattività internazionale di Napoli e, allo stesso tempo, rafforzare i benefici economici per i negozi, gli artigiani e le aziende locali.