Articolo di Angela Esposito – Si stringe ulteriormente il cerchio attorno alla banda di specialisti accusata del clamoroso colpo messo a segno ai danni di Lord Ara Darzi, figura di spicco della politica britannica, ex sottosegretario alla Salute e membro della Camera dei Lord. L’inchiesta sulla rapina avvenuta nella cornice esclusiva di Capri ha registrato un nuovo capitolo con l’arresto, avvenuto a Napoli nella serata del 21 ottobre, di un secondo presunto componente del gruppo criminale.

I carabinieri hanno notificato all’indagato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata in concorso, misura disposta dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli. L’operazione segue a brevissima distanza il fermo del primo complice, bloccato sempre nel capoluogo campano il 9 ottobre al termine di un concitato e rocambolesco inseguimento a piedi tra le vie del centro.

La vicenda risale alla sera del 13 luglio 2025. Il barone britannico stava passeggiando lungo la centralissima via Vittorio Emanuele quando fu sorpreso e aggredito per strappargli dal polso un Richard Mille RM 07, orologio di altissima manifattura dal valore stimato intorno ai 250mila euro. L’episodio, consumatosi in pieno centro nel cuore della stagione estiva, aveva suscitato profondo clamore sull’isola azzurra.

Il quadro delineato dalle indagini, condotte congiuntamente dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Sorrento e della Stazione di Capri, restituisce la dinamica di un’azione pianificata nei minimi dettagli. Gli investigatori hanno ricostruito come la vittima fosse stata agganciata con largo anticipo: i malviventi ne avrebbero pedinato i movimenti attraverso ripetuti sopralluoghi, attendendo il momento più propizio per intervenire. L’assalto si è consumato in pochi istanti, con uno dei membri del gruppo che ha bloccato fisicamente il nobile inglese per sottrargli il prezioso segnatempo, mentre un secondo uomo fungeva da scudo e vedetta e altri complici rimanevano dislocati a distanza strategica. Subito dopo lo strappo, il commando si è dileguato rapidamente imboccando i tornanti di via Krupp per raggiungere il mare e abbandonare l’isola a bordo di un’imbarcazione.

Il minuzioso lavoro di analisi dei filmati di videosorveglianza, incrociato con le dichiarazioni dei testimoni e una serie di riscontri tecnici, ha consentito agli inquirenti di dare un volto ai presunti responsabili. Con i primi due indagati ormai dietro le sbarre, l’attività investigativa prosegue senza sosta per identificare e assicurare alla giustizia gli altri complici coinvolti nella fuga e nel supporto logistico.