
A Caserta la giocata media per famiglia è di 850 euro. In 31 province italiane su 103, le famiglie giocano d’azzardo più di quanto spendono per fare la spesa. In 54 il gioco supera l’affitto medio pagato. In testa ci sono le province del Sud: a Caserta ogni famiglia gioca in media circa 850 euro al mese, contro circa 645 euro di spesa alimentare. Ma il dato più preoccupante riguarda le cure: in 28 delle 103 aree analizzate, il censimento nazionale dei centri per il disturbo da gioco d’azzardo non riporta nessun servizio pubblico. Tra queste ci sono alcune delle province dove si gioca di più in Italia. A livello nazionale, nel 2025 ogni famiglia ha giocato in media circa 515 euro al mese. È poco meno di quanto spende per il cibo (552 euro secondo l’ISTAT) e più dell’affitto medio pagato dalle famiglie in affitto (438 euro). Il quadro cambia molto da provincia a provincia. Le 31 province dove si gioca più di quanto si spende per mangiare si trovano soprattutto al Sud e nelle Isole, con alcuni casi nel Centro, come Prato, Latina, Frosinone e Fermo. Con l’affitto il confronto è ancora più netto: in tutte le province del Sud e delle Isole con i valori di gioco più alti, ogni famiglia gioca in un mese quasi il doppio dell’affitto medio dell’area.
La piattaforma “Uscire dal gioco” dell’Istituto Superiore di Sanità censisce oggi 241 centri per la cura del disturbo da gioco d’azzardo, di cui 197 pubblici. In media c’è un centro pubblico censito ogni 255.000 adulti circa. In 28 delle 103 aree analizzate il censimento non riporta nessun centro pubblico. GiocoResponsabile.info ha incrociato questo dato con quanto si gioca per adulto, costruendo la classifica delle province dove si gioca di più e ci sono meno centri pubblici. Nelle prime dieci si gioca tra circa 3.760 e 4.660 euro l’anno per adulto, e in nessuna risulta un centro pubblico censito. In tutte e dieci, inoltre, le famiglie giocano più di quanto spendono per il cibo e per l’affitto.
Il giocato, cioè il totale delle puntate, comprende anche le vincite che vengono rigiocate: non coincide con quanto le famiglie perdono. Le perdite nette restano però molto alte: secondo il Libro Nero dell’Azzardo 2026, nel 2025 gli italiani hanno perso al gioco 21,88 miliardi di euro, su oltre 165 miliardi giocati. Il giocato misura l’intensità con cui un territorio gioca: quanto denaro passa ogni mese da slot, scommesse, lotterie e piattaforme online. È per questo che, confrontato con il bilancio delle famiglie e con i servizi di cura disponibili, aiuta a capire dove il rischio di sviluppare un problema è più alto. “Quando in una provincia si gioca più di quanto si spende per mangiare, il gioco non è più un passatempo marginale: è una voce stabile del bilancio di molte famiglie”, dichiara Giovanni Del Mattino, fondatore di GiocoResponsabile.info. “Proprio in molti di questi territori il censimento nazionale non riporta servizi pubblici dedicati. Chiediamo che i dati sui centri siano completati e che le risorse per la prevenzione e la cura arrivino prima di tutto dove il gioco pesa di più”.






