Gli infermieri del Cardarelli denunciano una situazione sempre più difficile a fronte delle continue aggressioni che subiscono nel corso del loro lavoro da pazienti e loro parenti, e i vertici del nosocomio partenopeo si schierano al loro fianco e sottolineano l’ulteriore drammatica conseguenza della mancanza di personale nei Pronto Soccorso e per il 118. Ieri, il sindacato del Nursing Up ha denunciato le violenze in corsia nell’ospedale napoletano. Soltanto nell’ultimo anni si sono registrate almeno 30 aggressioni ai danni del personale. “È l’inferno degli infermieri“, sono state le parole del presidente, Antonio De Palma.
In particolare, vengono denunciati dal Nusing, episodi che sembrano svolgersi con una certa consuetudine alla morte di un paziente. “Interi componenti familiari si scatenano in raid punitivi, prendendo di mira gli infermieri di turno, considerati come i massimi responsabili del decesso del loro congiunto“. Continuando poi il discorso “Un clima da film western o da poliziesco anni 70, dove il cittadino si faceva giustizia da solo. L’unica differenza è che questa è la triste realtà, e che gli infermieri non sono certo i criminali di turno da punire, ma sono professionisti valenti che fanno di tutto per salvare vite umane, troppo spesso vittime di una carenza di personale, da noi più volte denunciata, che tocca l’acme nei “malandati” pronto soccorsi di casa nostra, laddove un solo operatore sanitario si ritrova spesso, nel triage di un pronto intervento, a doversi occupare, da solo, anche di 10 pazienti“.







