Il regista afragolese Giovanni Meola si confronta con Cechov e le “Tre sorelle”

Debutto nazionale del nuovo progetto di Virus Teatrali: un corpo-a-corpo con uno dei drammaturghi e commediografi più importanti ed influenti della storia del teatro, Anton Cechov. Un lavoro di riscrittura sul campo, un percorso diverso da molti dei progetti precedenti della compagnia.  Da giovedi 1 a domenica 4 febbraio al teatro Tram in via Port’Alba a Napoli.  Ancora un impegno forte del regista afragolese Giovanni Meola che di seguito analizza il lavoro svolto.

Giovanni Meola: “Questo progetto mi è particolarmente caro perché assieme alle tre attrici e alla mia assistente abbiamo voluto condividere, mesi fa, una sfida assai intrigante ma anche rischiosa: una riscrittura scenica collettiva di un capo d’opera come ‘Tre Sorelle’.

Ci siamo scelti e ci siamo regalati una disponibilità allo studio e alla pratica rarissimi in questo campo.

Per chi fa teatro, misurandosi ogni giorno col tentativo di dar vita, in scena, a qualcosa che abbia un senso (razionale, epidermico, carnale, visivo, estetico, concettuale o quale che sia) e che, appunto, riesca ad avere ‘vita’ e a ritrasmetterla, Cechov è un colosso col quale, prima o poi, misurarsi.

Farlo, significa ingaggiare una lotta senza quartiere non solo con ciò che ha scritto questo straordinario autore ma anche e ancor di più con il cosiddetto suo ‘non detto’ e, a volte, anche ‘non scritto’.

E noi questo stiamo provando a fare, tra entusiasmi, dubbi, retromarce, avanzate spedite e tanta applicazione.

Applicazione creativa nel praticare una riscrittura che non lasci per strada l’essenziale di ‘Tre Sorelle’ ma che sia anche una mia e nostra decisa interpretazione, con una sua personalità chiara e riconoscibile, con la quale riuscire nell’impresa di mettere in scena i tanti personaggi di quel testo con sole tre attrici. Tre attrici duttili, ‘vere’ e assai intelligenti.”

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