Tra delusioni e retroscena: cos’ha raccontato l’ex sindaco di Casoria Fuccio

“È stato un inaspettato agguato, ma il sogno si è solo interrotto: non possiamo consentire a cinque fessi di arrestare il fiume in piena che è il cambiamento”.  Queste le parole dell’ormai ex sindaco di Casoria Pasquale Fuccio che, sfiduciato lo scorso 28 dicembre in seguito alle dimissioni di 14 consiglieri (tra cui 5 della sua stessa maggioranza), ha spiegato oggi in un lungo incontro aperto a stampa e cittadini le ragioni della crisi della sua amministrazione.

Un po’ Martin Luther King e un po’ Giulio Cesare, l’avvocato ed ex Primo Cittadino di Casoria è partito dal “sogno”, quello durato circa 20 mesi, per poi concludere con l’“accoltellamento alle spalle” (suo il virgolettato) che ha portato alla caduta di queste ore. Una caduta che, però, si configura –  nelle intenzioni sue e in quelle dei numerosi fedelissimi presenti – solo come una battuta d’arresto.

“Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti”, dirà in conclusione Fuccio citando questa volta Winston Churchill.

Di certo non conclusa è, del resto, la lunga lista di cose da fare per Casoria che detiene il record di sindaci sfiduciati: dal 2010 è la terza volta consecutiva che accade.

Il sogno di Pasquale Fuccio

Per più di un’ora l’ex primo cittadino ha parlato delle cose portate a termine (L’asilo nido di Arpino; l’iniziativa culturale “La via dei santi”; il reddito minimo…) ma soprattutto dei progetti che non ha fatto in tempo a finire (la gravosa situazione del Campo Rom, le Universiadi e i conseguenti e necessari lavori di ristrutturazione al Palasport; la rivalutazione del depresso Centro Storico; l’amministrazione dei beni confiscati alle mafie in via Monte Bianco e via Nazionale delle Puglie, …).

Fuccio ha ricordato le difficoltà finanziarie dell’ente, ribadendo però le grandi possibilità che potrebbero nascere dai finanziamenti europei: come nel caso di quelli ottenuti per il teatro della scuola Martin Luther King i cui lavori dovrebbero concludersi durante questo semestre.

Il retroscena sulla nomina a presidente di Casoriambiente

Al termine del lungo elenco di “vorrei ma non posso”, l’ex sindaco è poi venuto alle ragioni per cui era stata convocata la conferenza stampa: chiarire alla cittadinanza il motivo della sfiducia.

Dure sono le parole nei confronti dei cinque consiglieri di maggioranza che lo hanno “tradito”: Franco Russo, Vincenzo Carfora, Giuseppe Barra, Angelo Russo e Mauro Ferrara. “Ma quello che mi spaventa – afferma l’ex sindaco –  non sono i nomi, il problema è che sono strumenti nelle mani di terzi”.

Se la goccia che ha fatto traboccare il vaso era nota (la nomina di Giardini a Casoriambiente), non lo era (e per molti aspetti non lo è ancora) il preoccupante retroscena.

Fuccio ha, infatti, raccontato di essere stato avvisato da un “amico” su un’intesa per la nomina a presidente di Casoriambiente già fatta da altri: “Se non nomini X, ti fanno fuori”. La scelta (diversa da quella imposta) è invece ricaduta su Giardini –  ha continuato Fuccio –  seguendo un iter amministrativo trasparente (le cui fasi sono spiegate nel video). Non si aspettava, quindi, che la giunta cadesse davvero su questa nomina: “Non vi era alcuna avvisaglia rispetto alla volontà di mandare a casa l’amministrazione”.  “L’ho saputo la mattina in una “simpatica” conversazione con il Presidente del Consiglio”.

Più che rabbia o rancore, l’ex primo cittadino dichiara però di essere semplicemente deluso: “Si deve arrabbiare chi perde un posto di lavoro, chi perde dei soldi. Chi invece perde un sogno rimane deluso. E io, oggi, sono deluso“. Nonostante la delusione, quindi, “Non abbandoneremo la barca – ha affermato a nome suo e della parte che gli è rimasta vicina – perché Casoria ha bisogno di noi“.

La speranza è che fino alle prossime elezioni  che si terranno probabilmente in concomitanza con le europee il prossimo 26 maggio) maggiore chiarezza venga fatta su episodi tanto gravi.

Intanto, buon lavoro al nuovo commissario prefettizio: il dottor Santi Giuffrè.

 

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