Afragola

Afragola: Ecco come operava la banda del “cavallo di ritorno”

Ieri vi abbiamo raccontato della banda sgominata nel Rione Salicelle ad Afragola che gestiva l’attività criminale nota come il “cavallo di ritorno“.

Ecco alcuni particolari di come il sodalizio criminale operava: «l’imbasciata» e «il dieci per cento» erano le frasi in codice. La prima, nel gergo dialettale della holding, stava a significare che c’era un’auto rubata e pronta a essere riconsegnata dietro pagamento del riscatto. La seconda invece sintetizzava in percentuale la somma che le vittime dovevano pagare per riavere l’auto.

Questi criminali avevano messo a punto tre fasce di prezzo per il riscatto. In quella più bassa, il valore di mercato dell’auto inferiore o pari a quattromila euro, il cavallo di ritorno costava alle vittime, al massimo quattrocento euro. Nella seconda fascia le auto con meno di cinque anni e i furgoni commerciali, per i quali era stata imposta una tariffa oscillante tra i tre e i cinquemila euro. Al top di questa classifica i suv, e in particolare quelli della Land Rover. Tariffe e regole erano imposte dal ras riconosciuto del sistema dal cavallo di ritorno, punto unico di riferimento dell’intera organizzazione.

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