Campania Felix

Lettera aperta ai sindaci, deputati e senatori dei territori Atellani.

C’era una volta la Campania Felix, tanto decantata dai Romani, definita il luogo più bello del mondo, una terra di una fertilità  che non aveva rivali.
Poi sono arrivati gli uomini senza scrupoli dei clan camorristici che per anni hanno letteralmente abusato e devastato questo dono divino per arricchire le proprie casse senza il benché minimo “disturbo” da parte di chi doveva vigilare, dando vita ad un incubo: la Felix è divenuta la terra dei fuochi!
Di quei fuochi maleodoranti come ne sentiamo e vediamo tanti, che oltretutto sono solo la punta di un iceberg di veleni, di un problema viscerale che corrode fino alle falde acquifere ad avvelena tutto quello che trovano sul proprio percorso quei maledetti rifiuti tossici, nel silenzio assordante delle istituzioni!
Oggi finalmente qualcosa si muove e qualcuno ha dato voce alla disperazione, alla sofferenza, al grido soffocato di chi ha denunciato per anni:
“Nella Terra dei fuochi alcune gravissime patologie (dal tumore al seno all’asma, da varie forme di leucemie alle malformazioni congenite) sono legate allo smaltimento illegale dei rifiuti.”
Adesso è una certezza sancita da un rapporto prodotto tra la Procura di Napoli Nord e l’Istituto superiore di Sanità nato nel giugno 2016.
Lo studio è durato 4 anni, i ricercatori hanno studiato 38 comuni tra Napoli e Caserta, 2.767 siti di rifiuti, analizzato le schede di dismissione ospedaliera e i registri tumori. Due gli indici di rischio: quello sui rifiuti (IRC) e quello sull’eccesso di esiti sanitari (IES). Il 37% della popolazione vive entro 100 metri da un sito pericoloso. Nessuno dei Comuni analizzati è immune dal fenomeno. Tutti i siti sono stati classificati in base alla tipologia di rifiuto sversato, in base alla pericolosità per la salute ed in base alla caratteristica del sito. E l’esito è stato purtroppo quello che tutti si aspettavano.

Paradossale pensare che per anni, le genti di quel territorio così vasto, tra cui ricade il nostro comune, si sono viste negare il legame tra malattia e inquinamento ambientale, persino dalla  Magistratura italiana stessa. I Giudici infatti non sempre hanno ritenuto veritiero il nesso tra malattie ed inquinamento, da sempre denunciati.

Per giunta, lo Stato italiano, per lustri ha minimizzato la questione, arrivando a negare l’esistenza di un allarme di natura ambientale in quelle zone. Troppo dolore hanno causato le parole di un allora ministro, che ha sostenuto che fosse la cattiva applicazione della dieta mediterranea in Campania, il vero problema del nostro popolo.

Solo quando questo genocidio ed ecocidio sono diventati  troppo rumorosi per nasconderli sotto un velo di plastica e non era più sufficiente voltarsi dall’altra parte e fare finta di nulla, ecco che la politica nazionale ha dato segnali di interessamento.
Basta considerare che molte discariche abusive, la cui illegalità è nota a tutti, vengono ancora oggi utilizzate periodicamente per riversare tonnellate di “monnezza”.E ora che succede?In primis, la parola d’ordine è “Bonifica”. Si Deve ripulire, ripristinare, restituire la fertilità e dignità alla terra, mettere in sicurezza quei tanti appezzamenti di terreno in cui il livello di inquinamento è quasi irreversibile.
Sul versante delle bonifiche lo Stato e molto di più l’Ue elargiranno cifre miliardarie. Saranno miliardi di euro quelli che nei prossimi anni si spenderanno nell’intento di liberare il terreno dai mille veleni.

Quindi, la secondo parola d’ordine deve essere “Controllo”. affinché chi è stato il carnefice ieri, non si travesta da vittima ora o peggio, da paladino della giustizia dinanzi al ghiotto bottino pronto per chi dovrà ripulire ciò che ieri ha sporcato.
E poi un’altra parola deve essere “Analisi”, non sono solo i tumori a insinuarsi nelle vite dei residenti, c’è tutta una serie di gravi patologie non tumorali, che prima erano rare e che ora sono diventate comuni. Occorre analizzare e mappare tutte queste persone. Occorre che si valutino bene le loro patologie, che ci si interessi ai loro tumori e alle loro malformazioni congenite.
Perché quello non deve più essere il futuro che attende tutti coloro che non avranno la fortuna di andare a vivere altrove.
Ultima solo per ordine ma non importanza è la parola “Sostegno”.
Perché La Terra dei Fuochi è qualcosa che non ha pari in tutta Europa. Dare una mano a coloro che vivono in quei comuni, anche semplicemente portando rispetto per quel dramma che li coinvolge, è uno dei doveri che la società civile ha nei loro confronti. Ma anche aiutare economicamente chi fino ad oggi ha subito solo i danni di questo mostro, è qualcosa che aiuterà le generazioni avvenire a non dover scappare altrove per un futuro migliore e soprattutto a non cadere tra le braccia della malavita.
Diversamente, ignorando ogni cosa, li condanneremmo ad essere tutti sepolti insieme a quei velenosi rifiuti che hanno già condizionato tanto le loro vite ingiustamente!
Ora e il momento che la politica faccia la sua parte, è il momento di agire!
E’ il momento di chiedere anzi di PRETENDERE con forza dai nostri rappresentanti politici RISPOSTE! Ora che, semmai ce ne fosse stato bisogno, abbiamo avuto anche la certificazione ed il riconoscimento del nesso tra avvelenamenti e morti per tumori nel nostro martoriato territorio. La politica locale deve ora concretamente far sentire la sua voce nei palazzi che contano, che poi è la voce delle tante famiglie che soffrono la perdita di persone care di ogni età per la sola colpa di vivere nella TERRA DEI FUOCHI… Basta voltarsi dall’altra parte! Basta riunioni, comizi, parole dette solo in campagna elettorale per racimolare qualche voto in più. Pretendiamo giustizia, tutela, rispetto.
Il nostro appello è rivolto ai sindaci dei territori del comprensorio atellano e soprattutto pretendiamo risposte dai parlamentari Di Micco e Russo .
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