L’osservatorio La Battaglia di Andrea in prima linea per difendere gli interessi di Liberato
Terapie salvavita interrotte a Casoria, in provincia di Napoli, ad un bambino di 11 anni affetto da asfissia perinatale, tetraparesi spastica, epilessia da farmaco-resistente, laringomalacia, con tracheotomia fissa, portatore di Peg, ritardo dello sviluppo psicomotorio. e una gravissima forma di scoliosi. Nonostante le urla e i pianti della madre, la situazione non sembra sbloccarsi. “Mio figlio Liberato é affetto da gravissime patologia – dichiara Anna, la mamma – ha bisogno di terapie salvavita che lo aiutano a respirare e quindi a sopravvivere, ma improvvisamente, la dichiarazione scritta, e utilizzata in una commissione, di un anestesista che vede mio figlio una volta al mese per appena cinque minuti per cambiargli solo la cannula, viene declassato da terzo a secondo livello di gravità e successivamente come se non bastasse l’Asl gli interrompe inspiegabilmente anche le terapie. ” Nei dettagli, le terapie che sono state tolte al piccolo sono la FKT Respiratoria, che consiste in manovre sul torace, in corrispondenza dei polmoni che aiutano a stimolare la respirazione smuovendo le secrezioni evitando quindi infezioni polmonari, il Clepping dietro la schiena che ne ha la stessa funzione con metodo diverso e la FKT Neuromotoria che serve alla riattivazione muscolare per pazienti che hanno subito danni neurologici; in parole povere, senza queste terapie, il piccolo rischia seriamente di avere gravi infezioni polmonari che potrebbero provocargli una polmonite acuta, resa ancora più pericolosa dal rischio Covid di questo periodo. Sulla vicenda interviene, allertata dalla madre, La Battaglia di Andrea, la quale chiede di far luce sulla situazione. “Sembra assurdo – tuona Asia Maraucci, presidente de La Battaglia di Andrea – se ciò che dice la signora Anna corrisponde al vero siamo alla frutta. Il bambino ha una patologia dalla quale non potrà mai guarire e secondo la mamma l’interruzione di queste terapie potrebbero portare gravi conseguenze fino ad arrivare ad una polmonite o ad una crisi respiratoria improvvisa che potrebbe creare conseguenze gravissime. Noi chiediamo che sia fatta luce – prosegue – ma nell’immediato, chiediamo la riattivazione di queste cure domiciliari interrotte per non rischiare la vita del piccolo. Sono certa – conclude Asia Maraucci – che il sindaco di Casoria Raffaele Bene, con il quale abbiamo già parlato, oltre a far luce sulla situazione, aiuterà la signora e il piccolo Liberato lavorando insieme al direttore del distretto Asl di Casoria; noi ci fidiamo delle istituzioni e conosciamo benissimo la grande sensibilità del primo cittadino casoriano, il quale già nei giorni scorsi si era attivato per aiutare Anna e nei prossimi lavorerà ancora di più per risolvere tutto in un periodo non breve, ma ci auguriamo brevissimo”. Oltre alla telefonate con la signora Anna, il sindaco Bene ha avuto un colloquio cordiale con Luigi Concilio, vicepresidente de La Battaglia di Andrea, al quale ha assicurato che sia lui, sia il massimo dirigente dell’Asl di Casoria, arrivato da pochissime settimane in città come Direttore del Distretto 43, lavoreranno h24 per risolvere il problema. “Ho parlato nei giorni scorsi con la mamma del piccolo Liberato – dichiara il sindaco di Casoria Raffele Bene – e subito mi sono mobilitato per risolvere la situazione di comune accordo con il direttore dottor Pasquale Bove, il quale ha dimostrato grande sensibilità oltre alla sua grande professionalità, ho parlato anche con La Battaglia di Andrea – prosegue Bene – alla quale ho comunicato il tutto, garantendo da parte mia il massimo impegno e la massima vicinanza alla famiglia, il bambino deve ricevere le cure, su questo non ci piove, sono certo – conclude il sindaco – che la situazione sarà risolta e tutto sarà solo un brutto ricordo”.





