
Inizio con posticipazione – al 27 settembre – del dibattimento del processo che coinvolge il carabiniere accusato dell’uccisione intenzionale aggravata di Ugo Russo, il 15enne ucciso la notte del 29 febbraio del 2020, nei pressi del borgo di Santa Lucia, a Napoli, mentre cercava di sottrarre l’orologio al militare in compagnia di un complice. La scelta è stata presa dalla prima sezione della Corte di Assise di Napoli (prima sezione, presidente Annunziata) che ha accettato la richiesta di prorogare l’inizio del procedimento giudiziario avanzata dagli avvocati di parte lesa a causa dell’indisponibilità, per ragioni di salute, dell’avvocato Giovanni Fusco (difensore di Vincenzo Russo e Sara Mancini, il padre e la madre del giovane deceduto, entrambi presenti nell’aula 115). Le parti coinvolte non hanno sollevato obiezioni e il presidente ha deciso di posticipare al mese di settembre.
Assente, invece, il carabiniere imputato.
La presidente ha anche informato i presenti dell’attivazione di un sistema di registrazione video delle udienze, tramite una telecamera fissa “come stabilito – ha specificato – dal Ministero della Giustizia” La registrazione sarà garantita anche in tutte le udienze successive. All’esterno del tribunale hanno protestato, con striscioni e slogan, i militanti del comitato “Verità e Giustizia per Ugo Russo“.
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