L’ultima edizione del festival di Sanremo si è conclusa ormai da qualche mese, eppure si parla ancora del festival più importante della musica italiana. Oltre ovviamente al successo dei brani presentati dai vari artisti, molti dei quali stanno riscontrando un enorme successo radiofonico, l’argomento più caldo è sicuramente quello che riguarda il vincitore del festival Olly, il quale ha rinunciato spontaneamente alla partecipazione all’Eurovision Song Contest.
Per fare un po’ di chiarezza, l’Eurovision Song Contest è una manifestazione musicale che si tiene una volta l’anno, nella quale quasi ogni nazione europea invia a gareggiare un proprio rappresentante. Questo, con la propria canzone, sfida gli altri partecipanti cercando di prevalere e portare il titolo a casa, nel vero senso della parola. Infatti, il luogo in cui si svolge la manifestazione, viene decretato in base al vincitore dell’edizione precedente.
Lo scorso anno a trionfare è stato il cantante svizzero Nemo, e per tale motivo l’edizione di questo anno si svolgerà a Basilea. L’italia, da sempre, invia come proprio rappresentante all’Eurovision Song Contest il vincitore del festival di Sanremo dello stesso anno, il quale nel 2025 è stato per l’appunto Olly.
Olly rinuncia: l’Italia scommette su Lucio Corsi
Dopo la rinuncia di Olly, l’Italia si è ritrovata a scommettere sull’Eurovision, puntando sul secondo classificato al festival di Sanremo, il toscano e stravagante Lucio Corsi. Olly, infatti, dopo aver trionfato con “Balorda Nostalgia” nell’ultima edizione del Festival, ha deciso infine di declinare la partecipazione all’Eurovision.
La motivazione è stata semplice: l’artista aveva già fissato diverse date per il suo tour nazionale, il quale aveva già visto andare sold out tutti i biglietti. Per una forma di rispetto verso i suoi fan, l’artista ha quindi passato lo scettro della partecipazione a Lucio Corsi. Se infatti il primo classificato al festival rinuncia, all’Eurovision parteciperà il secondo classificato, in caso il terzo, quarto e così via.
Vista la rinuncia di Olly, alcune domande sono sorte spontanee: bisogna cambiare qualcosa nel festival di Sanremo? In effetti la formula di mandare il vincitore della kermesse della musica italiana non va a genio proprio a tutti. Sia pubblico che addetti ai lavori vorrebbero optare per una formula utilizzata da altri paesi partecipanti, ovvero quella di scegliere la canzone più adatta a un pubblico internazionale piuttosto che inviare in maniera automatica il vincitore del festival.
Le differenze tra l’Italia e l’Europa
Questa opzione potrebbe portare maggiori probabilità di vittoria al rappresentante italiano. Spesso infatti le canzoni degli artisti nostrani non ricevono il meritato apprezzamento, vedendosi superare nella classifica finale da brani più tendenti alle sonorità dance/pop. Il testo completamente in italiano è un ostacolo evidente e serve una componente musicale molto forte per conquistare giuria e pubblico, proprio come successo per la vittoria dei Maneskin con “Zitti e buoni”
“Volevo essere un duro”, classificatosi secondo al festival di Sanremo, è un brano molto intenso con un testo davvero importante, ma musicalmente poco potente. Questo fattore rischia di penalizzare Lucio Corsi nella corsa alla vittoria finale. L’artista toscano però ha dalla sua una fortissima interpretazione e una presenza scenica notevole, fattori che si riveleranno frecce al suo arco.
Bisogna cambiare formula del festival di Sanremo?
Molti si sono posti questa domanda, ma la risposta è molto meno scontata di quanto si possa pensare. Innanzitutto bisognerebbe scindere le due cose, ovvero se il festival ha bisogno di cambiamenti per il suo futuro come format e se sia giusto inviare il vincitore come rappresentante all’Eurovision. La rinuncia di Olly, come si è visto, non dipende in nessun modo dal festival di Sanremo, ma da una scelta personale.
Probabilmente, guardando solo all’Eurovision Song Contest, la scelta migliore sarebbe quella di cambiare la modalità di scelta del rappresentante italiano, separandola dalla manifestazione della musica italiana. Magari si potrebbe prendere spunto dalle modalità di selezione degli paesi europei, i quali organizzano un concorso ad hoc per scegliere la canzone con maggiori probabilità di vittoria.




