

di Giovanni Vernazzano – CASERTA – È un caso che scuote l’opinione pubblica e solleva interrogativi sul sistema sanitario privato: Sabrina Nardella, 38 anni, parrucchiera originaria di Gaeta e madre di due figli, è deceduta il 24 aprile scorso dopo un intervento di chirurgia estetica effettuato in regime di day hospital presso la clinica Iatropolis di Caserta. L’intervento, apparentemente di routine, si è trasformato in tragedia: il cuore della donna ha smesso di battere poche ore dopo l’operazione, nonostante i tentativi di rianimazione messi in atto prima dall’equipe medica e poi dal 118.
Il caso è ora oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che il 30 aprile ha conferito incarico ai consulenti tecnici nominati dal Pubblico Ministero, dott. Nicola Camerlingo, per l’esecuzione dell’autopsia. Le operazioni peritali si sono svolte presso l’istituto di medicina legale del Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta e saranno determinanti per chiarire le cause esatte del decesso.
A essere iscritti nel registro degli indagati sono due medici, S.D. e A.V., e un’infermiera, I.M., tutti in servizio presso la struttura sanitaria. A rappresentarli è stato chiamato l’avvocato Paolo Granato e Giovanni Parretta, penalisti di lunga esperienza, noti per i loro approcci rigorosi e competenti nei casi di responsabilità medica e penale.

Un ruolo chiave nella difesa tecnica e giuridica
L’avvocato Granato, affiancato dal collega Giovanni Parretta, è intervenuto sin dalle prime fasi dell’indagine, nominando consulenti di parte che hanno assistito all’autopsia per garantire la massima trasparenza e tutela degli indagati. Il ruolo dello studio legale è risultato centrale nell’assicurare che le operazioni tecniche si svolgessero con il dovuto contraddittorio, nel pieno rispetto delle garanzie processuali.
Professionista conosciuto per la sua serietà e preparazione, Granato è noto negli ambienti giudiziari campani per la sua capacità di affrontare procedimenti complessi e di grande rilevanza mediatica, mantenendo sempre un profilo tecnico elevato e orientato alla tutela dei diritti della difesa.
“Ci troviamo davanti a un caso umano doloroso, ma è fondamentale che la giustizia proceda su basi oggettive e tecniche. Il nostro compito è tutelare i nostri assistiti nel rispetto delle regole e della verità giudiziaria,” ha dichiarato l’avvocato Granato.

Ministero della Salute e Regione Campania in allerta
L’eco mediatica del caso ha raggiunto anche le istituzioni: il Ministero della Salute ha richiesto alla Regione Campania una relazione dettagliata sulla struttura sanitaria per verificare eventuali irregolarità. Mentre la Procura prosegue con le indagini, i consulenti del PM hanno chiesto 60 giorni per il deposito della relazione medico-legale.
Nel frattempo, l’impegno dello studio legale Granato & Parretta resta concentrato sulla difesa dei professionisti sanitari, assicurando un supporto tecnico-giuridico solido in un momento di massima esposizione mediatica e pressione investigativa.





