Articolo di Martina Marrazzo – All’Ospedale del Mare di Napoli sorgerà un nuovo centro d’eccellenza per la sanità e la ricerca: l’Ican – Istituto Campano di Neuroscienze. Si tratta di un progetto ambizioso, finanziato con 55 milioni di euro dalla Regione Campania, che punta a creare un polo avanzato non solo per la cura dei pazienti, ma anche per la ricerca e lo sviluppo di terapie innovative. L’obiettivo è quello di trasformare rapidamente i risultati scientifici in trattamenti concreti, accorciando i tempi tra laboratorio e corsia.

Secondo quanto comunicato dall’Asl Napoli 1, ci vorranno sei mesi per affidare i lavori e diciotto per completare la costruzione. La struttura sarà quindi pronta entro la fine del 2027, con apertura prevista nella primavera del 2028.

Il nuovo istituto sarà diretto dal dottor Giuseppe Catapano, che guiderà una struttura all’avanguardia, dotata di sistemi avanzati per la diagnostica per immagini, sale operatorie di ultima generazione, reparti di degenza e spazi dedicati alla riabilitazione post-operatoria.

A rendere unico il progetto è però anche l’architettura, pensata come una “sinapsi urbana”, ispirata alla complessità del cervello umano. L’edificio sarà costruito su sei livelli – tre interrati e tre fuori terra – nell’area dove, nel 2021, si verificò il crollo di una parte del parcheggio. Quello spazio verrà completamente riqualificato e trasformato in un luogo ad alta tecnologia e forte valore simbolico.

Il design dell’edificio, concepito da zero, interpreta in modo contemporaneo il concetto di connessione neuronale. Le sinapsi, elementi chiave nella comunicazione tra neuroni, diventano qui una metafora architettonica. L’involucro dell’edificio sarà realizzato con pannelli metallici e traslucidi, capaci di riflettere e diffondere la luce in modo dinamico, simulando l’attività elettrica del cervello. Questo rivestimento modulare, intrecciato e cangiante, offrirà un’esperienza visiva in continua trasformazione, a seconda dell’intensità luminosa e del punto di osservazione.

Oltre al forte impatto estetico, la facciata garantirà isolamento termico e ventilazione passiva, unendo efficienza energetica e sostenibilità ambientale.

Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1, ha dichiarato:

«Non volevamo un semplice contenitore di attività sanitarie  ma un edificio che fosse parte integrante della missione dell’Istituto: comunicare, connettere, evolvere».

L’Ican sarà dunque molto più di un ospedale: sarà un organismo vivo, un luogo dove scienza, cura e architettura si fondono, capace di dialogare con il suo territorio e proiettarsi nel futuro della neurochirurgia.