Napoli – Una tragedia straziante ha sconvolto il quartiere Vomero-Arenella: Pepe, un labrador di 8 anni amato da tutta la comunità, è morto soffocato nel tentativo di recuperare un pezzo di pane incastrato oltre le inferriate del Parco Mascagna, noto ai più come “Giardinetti Ruoppolo”.
Era sera, intorno alle 21, quando Pepe, durante la consueta passeggiata con la sua “mamma umana” Rossella, ha seguito il suo istinto da segugio cercando di infilare la testa tra le sbarre della recinzione che circonda il parco, nel tentativo di afferrare il pezzetto di cibo. Ma quelle sbarre si sono trasformate in una trappola mortale: Pepe è rimasto incastrato e non è più riuscito a liberarsi.
«È stato tutto rapidissimo, non sono riuscita a fermarlo – racconta Rossella tra le lacrime – ho provato a liberarlo da sola, ho gridato chiedendo aiuto». In pochi minuti diverse persone si sono radunate, cercando disperatamente di aiutare il cane in difficoltà.
È stato allertato il numero di emergenza e dopo circa 20 minuti sono arrivati i Vigili del Fuoco. Per altri 20 minuti hanno cercato con ogni mezzo di allargare le inferriate per permettere a Pepe di uscire. Ma quando finalmente ci sono riusciti, per lui era troppo tardi. Non respirava più. Un uomo tra i presenti ha provato a rianimarlo con la respirazione cardiopolmonare, ma inutilmente. «Era morto – dice ancora Rossella – l’ho capito subito. Mi si è schiantato il cuore».
Pepe era molto più di un cane per la sua famiglia: era affetto, compagnia, presenza costante. Conosciuto e amato nel quartiere, portava allegria tra i viali del Vomero e dell’Arenella. La sua morte non ha colpito solo Rossella, ma ha scosso tutta la comunità dei padroni di animali che ogni giorno frequentano quella zona.
Ora la domanda che tutti si pongono è: come è possibile che un’area pubblica, seppur interdetta ai cani, presenti barriere così pericolose? La struttura delle inferriate si è rivelata letale per un cane come Pepe, che per peso e altezza ha dimensioni paragonabili a quelle di un bambino tra i 6 e gli 8 anni. E se fosse successo a un bambino? Il rischio è reale e solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza del parco.
Pepe tra pochi giorni sarebbe partito per le vacanze con la sua famiglia. La sua valigia era già pronta: pettorina da mare, giocattoli, spazzole. «Verrà lo stesso con noi – conclude Rossella – ho deciso di farlo cremare, starà sempre con noi».
Una tragedia assurda, evitabile, che ora grida giustizia e attenzione: la speranza è che la morte di Pepe non sia vana, ma serva a prevenire altri drammi.









