Articolo di Martina Marrazzo – Momenti di alta tensione ieri sera nel carcere di Poggioreale, a Napoli, dove un detenuto con gravi disturbi psichiatrici ha appiccato un incendio all’interno della propria cella, dando fuoco a una busta della spazzatura e ad alcuni suppellettili. L’intervento tempestivo della Polizia Penitenziaria ha evitato il peggio, ma la situazione è rapidamente degenerata.

Durante le operazioni di messa in sicurezza, infatti, il detenuto ha aggredito gli agenti intervenuti, ferendone sette. Tutti i poliziotti hanno ricevuto cure mediche e referti ospedalieri.

A segnalare l’accaduto è la Con.Si.Pe. (Confederazione Sindacale Penitenziaria), che denuncia l’ennesimo episodio di violenza dietro le sbarre.

Per Luigi Castaldo, vicepresidente del sindacato, e per il dirigente nazionale Santoriello, si tratta dell’ennesimo campanello d’allarme:

“La gestione dei detenuti affetti da disturbi psichiatrici rappresenta oggi una delle criticità più gravi del sistema penitenziario. Le carceri non sono strutture sanitarie, ma si ritrovano a gestire emergenze che richiederebbero ben altre competenze e strumenti.”

I due sindacalisti chiedono un intervento urgente e strutturale: reparti specializzati, personale formato e risorse adeguate per affrontare situazioni sempre più frequenti e pericolose.

“Non possiamo continuare a lasciare sole le istituzioni penitenziarie davanti a problematiche di natura sanitaria. Senza un cambio di rotta, a rischio non è solo la sicurezza degli istituti, ma anche la salute fisica e mentale del personale in servizio.”

L’episodio di Poggioreale riporta alla luce un tema ormai non più rinviabile: il confine sempre più labile tra carcere e assistenza psichiatrica.

La Scimmietta Afragola