Riprese alle 5 di stamane le operazioni di spegnimento, cabina di regina degli operatori nella palestra di Terzigno.Le fiamme innescatesi nel comune vesuviano, nonostante l’impegno degli operatori che da due giorni lottano ininterrottamente sul fronte del fuoco, sono risalite  fino a oltre quota 1000, mentre alle pendici, oltre Terzigno, minacciano seriamente anche l’abitato di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e Boscotrecase.

Otto mezzi aerei e oltre cento operatori a terra,e’ questo lo spiegamento di forze massivo quello messo in campo dalla Regione Campania attraverso la Protezione Civile per fronteggiare l’incendio che sta interessando da ieri il Vesuvio su piu’ fronti di cui i due principali restano la pineta di Terzigno e Boscotrecase

Le squadre di emergenza hanno lavorato fino a tarda sera , quando, per motivi di sicurezza, ogni intervento è stato sospeso. Dal rogo si e’ levata un’alta colonna di fumo visibile fin da Napoli.E’  stato attivato fin da ieri un tavolo permanente presso la Prefettura di Napoli, al quale partecipano tutte le istituzioni preposte a coordinare e fronteggiare l’emergenza in atto.

 

Secondo la Protezione Civile, dal 15 giugno si contano 1.060 incendi in Campania, con 2.568 ettari bruciati. Le autorità indagano sull’ipotesi di dolo, mentre i cittadini denunciano la mancanza di aggiornamenti. Il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, parla di «ore terribili» per il territorio. La situazione, pur sotto controllo in alcune aree grazie a possibili piogge in arrivo, resta critica, con un danno ambientale devastante per il Vesuvio, già segnato dagli incendi del 2017.

Ancora adesso mentre vi scriviamo l’incendio dunque continua,si spera di poter raccontare l’avvenuta fase quanto prima,si  procedera’ poii alla conta dei danni di questo ennesimo scempio al grande vulcano e alla sua vegetazione con l’ombra nefasta di scoprire nuovamente che dietro i roghi ci sia sempre la mano criminale dei piromani.