Una cerimonia privata al ristorante La Pergola di via Roma, a San Marcellino, si è trasformata in un incubo per i partecipanti. Su 24 invitati, 20 hanno accusato sintomi di intossicazione alimentare e sono finiti al pronto soccorso, perlopiù all’ospedale Moscati di Aversa, ma anche in altri presidi della provincia e da medici privati.

Tra i pazienti intossicati figurano anche una donna incinta e un bambino di appena 20 mesi. Per fortuna, quasi tutti i ricoverati sono stati dimessi, mentre tre persone trattenute in osservazione al Moscati hanno mostrato miglioramenti nelle ultime ore.

Non solo il banchetto privato

L’episodio non ha riguardato esclusivamente la cerimonia: anche altri ospiti della struttura hanno accusato gli stessi sintomi — nausea, febbre e dolori addominali — nello stesso arco di tempo, facendo emergere un problema più ampio.

Indagini dei Nas

Sulla vicenda indagano i carabinieri del Nas di Caserta, che hanno disposto la chiusura del ristorante in via precauzionale. Sono stati sequestrati cibi e bevande per verificarne la conservazione e il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Campioni degli alimenti serviti ai clienti sono già stati inviati in laboratorio per le analisi.

Secondo una prima ricostruzione, l’intossicazione potrebbe essere stata provocata da una tossinfezione di origine batterica, ma saranno gli accertamenti a stabilire con precisione l’origine del problema. Gli inquirenti stanno inoltre raccogliendo le testimonianze dei clienti per individuare quali pietanze possano aver causato la contaminazione.

Le parole del sindaco

L’episodio ha suscitato clamore tra i cittadini. Il sindaco di San Marcellino, Anacleto Colombiano, ha voluto rassicurare la comunità con un messaggio sui social:
«Invito la cittadinanza a non creare allarmismo. Conosco personalmente i proprietari del locale, persone stimate nel settore della ristorazione e che più volte hanno ospitato anche incontri politici. Sono dispiaciuto per quanto accaduto e mi auguro che la situazione venga presto chiarita. Restiamo in attesa dei tamponi e delle relazioni delle autorità competenti».