Le strade italiane continuano a trasformarsi in trappole mortali per i pedoni. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Sapidata-Asaps, dall’inizio del 2025 sono già 273 le persone che hanno perso la vita dopo essere state investite.

Un tributo di sangue che non conosce tregua: l’ultima vittima, una ragazza di 15 anni falciata da un camion in Val Rendena (Trentino), è l’ennesimo volto di una tragedia che si consuma quotidianamente. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto gli anziani: 134 vittime avevano più di 65 anni.

Le statistiche mensili mostrano una strage silenziosa e costante: 43 morti a gennaio, 31 a febbraio, 32 a marzo, 19 ad aprile, 22 a maggio, 31 a giugno, 35 a luglio e altrettanti ad agosto. Un leggero calo (-8,8% rispetto al 2024) non basta a ridurre l’allarme.

La mappa dei pericoli indica il Lazio come la regione più colpita, con 42 decessi (23 solo a Roma), seguita da Lombardia (39), Emilia-Romagna (28), Sicilia (25) e Campania (16).

Gli esperti chiedono interventi immediati: più controlli, campagne di sensibilizzazione, infrastrutture sicure e norme più severe per chi non rispetta pedoni e attraversamenti. Perché dietro ogni numero c’è una vita spezzata e una famiglia distrutta.