
Prenderà il via domani, davanti alla Corte di assise di appello di Napoli (quinta sezione penale), il processo di secondo grado per l’omicidio di Francesco Pio Maimone, il giovane pizzaiolo freddato con un colpo di pistola agli chalet di Mergellina, a Napoli, il 20 marzo 2023, al culmine di una lite tra gruppi malavitosi rivali a cui era completamente estraneo.
A sparare, secondo quanto ha stabilito il processo in primo grado, fu il baby boss Francesco Pio Valda, 21 anni, condannato all’ergastolo per questo omicidio. Con lui saranno imputati un gruppo di amici e parenti, condannati a pene meno pesanti: Alessandra Clemente (sua cugina), Salvatore Mancini, Giuseppina Niglio (sua nonna) e Pasquale Saiz. Le parti civili sono invece la famiglia Maimone (difesa dall’avvocato Sergio Pisani), il Comune di Napoli (con l’avvocato Marco Buzzo) e la Fondazione Polis (con gli avvocati Celeste Giliberti).
“Sono 32 mesi che Francesco Pio manca agli affetti della sua famiglia – dice Antonio Maimone, padre di Francesco Pio – la notte tra il 19 e 20 marzo 2023, a Mergellina, perdeva la vita a causa di un proiettile che lo colpiva al cuore, senza lasciargli via di scampo, sparato da un coetaneo. Noi riponiamo la speranza interamente nella Magistratura e al Giudice ci rivolgiamo chiedendo una pena esemplare.




